Approfondimento · Scheda Google

Come ottimizzare la scheda Google Business della tua attività

Per chi cerca un'attività vicino a sé, la scheda Google è spesso la prima cosa che vede, prima ancora del sito. Qui trovi cosa conta in ogni voce della scheda, dalla categoria alle recensioni, e perché conta, così sai cosa controllare sulla tua.

Aggiornato ottobre 20269 min di letturaMartina Tempesta

Ottimizzare la scheda Google Business vuol dire compilare ogni voce in modo che Google capisca cosa fai, dove e per chi, e che chi la legge trovi subito un motivo per chiamarti. Il servizio si chiama Google Business Profile ed è quello che fa comparire la tua attività nella mappa. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma e titolare di MarTe Graphics: curo le schede dei clienti insieme al sito, perché le due cose lavorano in coppia.

Il punto di partenza

Perché nelle ricerche vicine la scheda Google pesa più del sito?

Pesa di più perché compare prima e basta da sola a decidere: telefono, indicazioni stradali, orari e recensioni sono lì, senza aprire nessuna pagina. Molte persone chiamano o partono direttamente dalla scheda. Il sito entra in gioco subito dopo, quando qualcuno vuole capire meglio chi sei prima di scegliere te invece di un’altra attività.

Google indica tre criteri per ordinare i risultati locali: pertinenza, distanza e prominenza, cioè quanto l’attività è conosciuta e considerata affidabile. La distanza non la controlli, le altre due dipendono in buona parte da come è compilata la scheda. Perché la visibilità locale funzioni in modo diverso da quella generica lo spiego nella guida alla SEO locale per aziende a Roma: qui mi concentro sulle singole voci.

La categoria

Quale categoria scegliere, e perché è la scelta più importante?

Scegli la categoria principale che descrive la tua attività nel modo più preciso, non quella più ampia. È la scelta più importante perché dice a Google per quali ricerche mostrarti: un ristorante di pesce registrato solo come «ristorante» compete con tutti i ristoranti della zona, mentre la categoria precisa lo mette davanti a chi cerca proprio quello.

Oltre alla principale puoi aggiungere categorie secondarie, per i servizi che offri davvero. La tentazione è aggiungerne tante per comparire ovunque, e il risultato è una scheda confusa che Google fatica a collocare. Un buon punto di riferimento sono le categorie usate dalle attività simili che compaiono prima di te nella tua zona. La scelta va rivista ogni volta che la tua attività cambia.

Un consiglio praticoSe non trovi la categoria esatta, scegli la più vicina e racconta il resto nei servizi. Aggiungere città o parole di ricerca nel nome dell’attività per compensare è vietato dalle regole di Google e può portare alla sospensione della scheda.

Le informazioni

Come si compilano servizi, descrizione e orari?

Si compilano con le parole dei tuoi clienti, con le stesse informazioni che trovi sul sito e senza lasciare voci vuote. I servizi dicono a Google cosa fai davvero, la descrizione racconta chi sei in poche righe, gli orari, compresi festivi e chiusure, evitano la delusione di chi arriva e trova chiuso. Ogni campo incompleto è un’informazione che Google prende altrove, o non prende affatto.

  • NomeQuello reale dell’attività, come compare sull’insegna e sui documenti. Niente città, slogan o servizi aggiunti in coda.
  • Servizi o prodottiUno per voce, con una riga di spiegazione. Usa le parole con cui ti cercano i clienti, anche quando sono diverse da quelle del tuo settore.
  • DescrizioneGoogle concede fino a 750 caratteri. Nelle prime righe metti cosa fai, per chi e in quale zona: è la parte che si legge anche di fretta.
  • Orari e orari specialiAggiornati per festività, ferie e chiusure straordinarie. Una scheda che dice «aperto» quando sei chiuso fa perdere la fiducia di chi si è mosso per venire da te.
  • Contatti e linkTelefono, sito e, se ti serve, il link per prenotare. Nome, indirizzo e telefono identici a quelli del sito, scritti nello stesso modo.

Lavori in una zona precisa della città? Nella pagina sui siti web a Roma Nord racconto come tengo insieme scheda, sito e quartieri per le attività della zona.

Foto e post

Quali foto e quanti post servono?

Servono foto vere e recenti di quello che il cliente troverà: l’esterno per riconoscerti, l’interno, i prodotti o il lavoro, le persone. Per i post non esiste un numero giusto, conta la costanza. Un aggiornamento quando c’è una novità vera, un evento o un’offerta, vale più di dieci post scritti per riempire lo spazio.

Foto che aiutano

  • Esterno e ingresso, per riconoscerti dalla strada
  • Interno e spazi, come sono davvero
  • Prodotti, piatti o lavori finiti
  • Chi ci lavora, se te la senti
  • Logo e copertina coerenti con il sito

Post che hanno senso

  • Un servizio, un prodotto o un orario nuovo
  • Un evento, con data e luogo
  • Un’offerta, con condizioni chiare
  • Un lavoro appena concluso
  • Un rimando a una pagina utile del sito

Nella scheda compaiono anche le foto caricate dai clienti: non puoi sceglierle, ma puoi fare in modo che le tue siano più numerose e più curate. Le immagini di repertorio fanno l’effetto opposto: chi arriva e trova un posto diverso da quello in foto difficilmente torna.

Le recensioni

Come chiedi le recensioni senza violare le regole di Google?

Le chiedi a tutti i clienti, nello stesso modo, con un link diretto alla scheda e senza offrire nulla in cambio. Le regole di Google vietano di pagare o premiare una recensione e di chiederla solo a chi è rimasto contento. Il momento giusto è subito dopo il servizio, quando l’esperienza è fresca: una richiesta semplice, al banco, via email o con un messaggio.

Aspetto Vietato dalle regole di Google Consentito
A chi chiederla Solo ai clienti soddisfatti A tutti i clienti, allo stesso modo
Cosa offri in cambio Denaro, regali, servizi o riduzioni di prezzo Niente: è una richiesta di cortesia
Chi la scrive Dipendenti, parenti, recensioni comprate Chi ha usato davvero il servizio
Recensioni negative Chiedere di toglierle in cambio di qualcosa Rispondere con calma e, se c’è un errore, rimediare

Rispondi a tutte le recensioni, anche a quelle positive, con poche righe personali. Chi legge la scheda guarda anche le risposte: una recensione negativa gestita con garbo spesso rassicura più di una fila di stelle senza commento.

Scheda, sito e AI

Come si collega la scheda al sito e alle risposte delle AI?

Si collega facendo in modo che scheda e sito dicano esattamente le stesse cose: stesso nome, indirizzo, telefono, orari e servizi, con il link al sito nella scheda e i dati dell’attività leggibili nel sito. Gli assistenti AI incrociano più fonti prima di consigliare un’attività, e quando le fonti concordano la tua attività è più facile da citare in modo corretto.

Il sito fa la parte che la scheda non può fare: spiega i servizi in profondità, risponde alle domande, racconta il tuo modo di lavorare. È anche il posto in cui metto i dati strutturati, informazioni ordinate che Google e le AI leggono senza doverle interpretare. Se vuoi capire come funziona la visibilità nelle risposte delle AI, parti dalla guida su come farti trovare su ChatGPT e Google AI.

Per gli studi medici, dove ci sono regole in più su cosa si può scrivere, ho dedicato un articolo a parte alla scheda Google per i medici.

La scheda è la vetrina sulla strada di Google, il sito è il negozio. Servono entrambi, e devono raccontare la stessa attività.

Domande frequenti

Le risposte più richieste

Sì. Se non ricevi i clienti al tuo indirizzo, le regole di Google chiedono proprio di nasconderlo e di indicare le zone in cui lavori: è il caso di chi va dal cliente, come un idraulico o un fotografo. Se invece ricevi in una sede con insegna, anche solo su appuntamento, l’indirizzo può restare visibile.

Con calma, in tempi brevi e in pubblico: ringrazi per il parere, riconosci il problema se c’è, spieghi cosa hai fatto o farai e proponi di continuare in privato. Evita di discutere punto per punto. Se la recensione è falsa o offensiva puoi segnalarla a Google, che la valuta secondo le sue regole: la rimozione non è automatica.

No. Le regole di Google vietano di offrire denaro, prodotti, servizi o riduzioni di prezzo in cambio di una recensione, anche se il cliente resta libero di scrivere quello che pensa. Le recensioni ottenute così possono essere rimosse e la scheda rischia limitazioni. Puoi invece chiederla a tutti, con un link diretto, e rendere il gesto il più semplice possibile.

Sì, se ogni sede è un luogo fisico reale dove ricevi i clienti negli orari indicati, con personale e insegna. Ogni scheda ha il suo indirizzo, i suoi orari e le sue recensioni, e sul sito conviene avere una pagina per sede collegata alla scheda corrispondente. Uffici virtuali e caselle postali non contano come sede.

Tu. La proprietà principale della scheda deve restare all’attività, con un account che controlli. Chi ti aiuta, un’agenzia o un collaboratore, va aggiunto come gestore: può lavorare sulla scheda ma non può toglierti l’accesso. Se oggi la scheda è intestata a un fornitore, conviene farsi trasferire la proprietà adesso, finché il rapporto è buono.

Ogni volta che cambia qualcosa di vero: orari, servizi, numero di telefono, chiusure per ferie. A parte questo, una revisione ogni qualche mese basta per controllare foto, categorie e risposte alle recensioni. Una scheda ferma da anni non sparisce, ma perde terreno rispetto a quelle seguite e rischia di mostrare informazioni sbagliate.

Sì. Chiunque può suggerire una modifica, per esempio a orari o indirizzo, e a volte Google la applica da sola se la ritiene attendibile. Per questo conviene controllare la scheda con regolarità e accettare o rifiutare le modifiche proposte. Una scheda verificata e seguita dal proprietario è molto più protetta di una lasciata a sé stessa.

Martina TempestaWeb designer a Roma, titolare di MarTe Graphics. Dal 2013 progetto siti per studi professionali, aziende e attività locali.