llms.txt, cos’è in due parole: un file di testo pubblicato alla radice del sito che presenta agli assistenti AI le pagine più importanti, con una riga di descrizione ciascuna. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma e titolare di MarTe Graphics: il mio sito ne pubblica uno e lo preparo per i clienti che lavorano sulla visibilità nelle AI. Proprio per questo ne conosco bene anche i limiti.
Cos’è il file llms.txt?
Il file llms.txt è una proposta pubblicata il 3 settembre 2024 da Jeremy Howard, ricercatore e cofondatore di Answer.AI: un file di testo semplice, con titoli ed elenchi, all’indirizzo tuosito.it/llms.txt, che riassume il sito per i modelli linguistici. Contiene il nome del sito, una breve presentazione e l’elenco delle pagine che contano, ciascuna con il suo link e una descrizione.
L’idea nasce da un problema reale. Una pagina web è piena di menu, pulsanti, avvisi sui cookie e codice, e un modello che deve leggerla in fretta fatica a separare il contenuto dal resto. Il file offre una scorciatoia: ecco chi sono, ecco le pagine da leggere. È nato soprattutto per la documentazione tecnica, cioè per gli assistenti che aiutano i programmatori a usare un software. La proposta è pubblica sul sito llmstxt.org e chiunque può adottarla, ma nessuno è obbligato a leggerla.
Che differenza c’è tra llms.txt, llms-full.txt e robots.txt?
Il robots.txt dice ai programmi automatici dove possono entrare e dove no; llms.txt indica agli assistenti AI quali pagine leggere per capire il sito; llms-full.txt mette nello stesso file il testo completo di quelle pagine. Il primo è uno standard rispettato da decenni, gli altri due sono proposte volontarie che nessun motore di ricerca è tenuto a seguire.
| Aspetto | robots.txt | llms.txt | llms-full.txt |
|---|---|---|---|
| A cosa serve | Dire ai programmi automatici cosa possono visitare | Presentare il sito e le pagine principali | Dare il testo completo delle pagine in un file solo |
| Chi lo rispetta | Motori di ricerca e programmi delle AI | Pochi strumenti, soprattutto per programmatori | Pochi strumenti, soprattutto per programmatori |
| È necessario? | Sì, ogni sito dovrebbe averlo | No, è facoltativo | No, è facoltativo |
| Effetto su Google | Decide cosa può essere scansionato | Nessuno, per dichiarazione di Google | Nessuno, per dichiarazione di Google |
| Rischio principale | Bloccare per errore pagine importanti | Elencare pagine vecchie o sparite | Un file pesante da tenere allineato al sito |
La confusione più frequente è pensare che llms.txt serva a bloccare o autorizzare le AI. Per quello resta il robots.txt, che i programmi di OpenAI, Anthropic, Google e Perplexity dichiarano di rispettare. llms.txt ha un altro compito: presentare, a chi entra, cosa c’è da leggere.
Quali AI leggono davvero llms.txt oggi?
A settembre 2026 nessuno dei grandi motori di risposta ha dichiarato di usare llms.txt per scegliere le fonti da citare. Google ha detto esplicitamente di non supportarlo: lo ha confermato Gary Illyes, del team di ricerca di Google, nel luglio 2025. Le analisi dei registri di accesso pubblicate nel 2026 mostrano che i programmi di OpenAI, Anthropic e Perplexity lo richiedono di rado o mai.
Dove il file viene usato davvero è altrove: negli strumenti per programmatori, quando qualcuno chiede a un assistente di leggere la documentazione di un software, e negli agenti che visitano un sito su richiesta di una persona. Per questo lo pubblicano quasi tutte le aziende che vendono strumenti tecnici. Per un’attività che vende servizi o prodotti è un pubblico piccolo. Le cose su questo tema cambiano in fretta, quindi la data di questa sezione conta: la ricontrollo a ogni aggiornamento dell’articolo.
In breve. Oggi llms.txt è un segnale che quasi nessuno raccoglie. Pubblicarlo costa poco e non fa danni, ma chi lo presenta come la chiave per comparire su ChatGPT vende un’aspettativa che i fatti, per ora, non sostengono.
Cosa si scrive dentro un llms.txt?
Dentro un llms.txt si scrive il nome del sito, una frase che dice cosa fa l’attività e per chi, e l’elenco delle pagine principali raggruppate per tema, ciascuna con il suo indirizzo e una descrizione di una riga. Niente testi pubblicitari: il file funziona quando descrive in modo piano e verificabile quello che il sito contiene davvero.
Le parti di un llms.txt ben fatto
- Il nome dell’attività, come titolo principale del file.
- Un riassunto di due o tre righe: cosa fai, dove lavori, per chi.
- Le sezioni per tema: servizi, guide, informazioni pratiche e contatti.
- Per ogni pagina, il link e una riga che dica cosa ci si trova.
- Una sezione facoltativa con le pagine secondarie, che un assistente può saltare se ha poco spazio.
Nel file del mio sito ci sono le pagine dei servizi, le guide e gli articoli, ognuno con la sua riga, più la data dell’ultimo aggiornamento. Scriverlo bene obbliga a una cosa utile anche senza AI: decidere quali sono le pagine che contano e saperle descrivere in una frase. Se non ci riesci, conviene sistemare prima il sito.
Basta llms.txt per farsi citare da ChatGPT?
No. Gli assistenti AI citano pagine che trovano nei loro indici di ricerca, che rispondono in modo chiaro alla domanda e che vengono da una fonte riconosciuta come affidabile. Un file di presentazione non sostituisce nessuna di queste tre cose. Se il sito non è indicizzato, non ha contenuti che rispondono a domande precise o non ha segnali di autorità, llms.txt non cambia il risultato.
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Essere nell’indiceUna pagina che Google e Bing non conoscono difficilmente arriva nelle risposte. Parto sempre da qui, e ne parlo nella guida all’indicizzazione di un sito.
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Contenuti che rispondonoPagine costruite su una domanda precisa, con la risposta diretta nelle prime righe e i dettagli subito dopo.
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Dati strutturatiInformazioni ordinate su chi sei, dove lavori e cosa offri, che i motori leggono senza doverle interpretare.
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Segnali esterniRecensioni reali, citazioni su altri siti, una scheda Google curata e coerente con il sito.
È il lavoro che descrivo nella guida alla GEO, la visibilità nelle risposte delle AI, e nell’approfondimento su come farsi citare da ChatGPT. llms.txt ci sta dentro come rifinitura, in fondo alla lista. Il servizio completo lo trovi nella pagina Fatti trovare su ChatGPT e Google AI.
Come si pubblica su un sito WordPress?
Su WordPress si pubblica in due modi: caricando il file alla radice del sito, accanto al robots.txt, oppure facendolo generare dal plugin che gestisce la SEO, perché Yoast SEO e Rank Math hanno aggiunto questa funzione. Il plugin lo aggiorna da solo quando pubblichi pagine nuove, ma sceglie cosa includere con criteri automatici che vanno sempre ricontrollati.
La versione generata in automatico tende a includere tutto, comprese pagine di servizio e articoli vecchi, con descrizioni prese dai testi della pagina. Un file scritto a mano è più corto e più utile, ma va aggiornato a ogni pagina nuova. Sul mio sito lo tengo a mano, con la data in cima. È un lavoro tecnico piccolo, lo gestisco io insieme al resto della visibilità sulle AI.
llms.txt è il biglietto da visita lasciato sul tavolo. Serve a chi entra nella stanza, e per entrarci serve tutto il resto.
Domande frequenti
Le risposte più richieste
No. Google ha dichiarato di non usarlo, né per l’ordine dei risultati né per le risposte generate con l’intelligenza artificiale. Il posizionamento dipende dai contenuti, dalla struttura del sito e dai segnali di affidabilità. Pubblicarlo non fa danni, ma non va considerato un lavoro di ottimizzazione per Google e non vale la pena pagarlo come tale.
No, se ci metti solo pagine già pubbliche. Il file è leggibile da chiunque, quindi non deve contenere indirizzi di aree riservate, pagine di prova o documenti interni. Vale la stessa regola del robots.txt: scrivere un indirizzo che vuoi tenere nascosto in un file pubblico è il modo più rapido per farlo trovare.
Ogni volta che aggiungi, togli o sposti una pagina importante, e comunque quando cambi servizi o contatti. Un file che elenca pagine sparite o indirizzi vecchi è peggio di un file assente, perché manda gli assistenti su pagine che non esistono più. Conviene scriverci dentro la data dell’ultimo aggiornamento, così è facile accorgersi quando è rimasto indietro.
Serve a poco. Se nel robots.txt blocchi i programmi automatici di una AI, quel programma non visita il sito e quindi non legge neanche llms.txt. Prima di pubblicarlo conviene decidere quali AI far entrare: bloccarle tutte protegge i contenuti, ma ti toglie dalle loro risposte. È una scelta di merito, da fare sapendo cosa si guadagna e cosa si perde.
Sì, i plugin SEO più diffusi per WordPress hanno un’opzione dedicata e ne esistono anche di specifici. Il file generato va però riletto, perché spesso include pagine inutili e descrizioni prese in automatico dal testo. Un plugin ti toglie il lavoro di aggiornarlo quando pubblichi; la scelta di cosa mostrare agli assistenti resta tua, ed è la parte che conta.
Può essere utile, perché costa poco e obbliga a mettere in ordine le pagine importanti. Per un’attività locale, però, contano molto di più una scheda Google curata, pagine chiare sui servizi e sulla zona in cui lavori, e recensioni reali. Se devi scegliere da dove partire, llms.txt viene dopo tutto questo, come rifinitura finale.
