Approfondimento · Concorrenza

Concorrenza online: come vedere cosa fanno meglio gli altri della tua zona

Quando qualcuno cerca il tuo servizio e trova un altro, di solito ha scelto chi ha visto per primo e ha capito più in fretta. Qui ti spiego cosa guardo dei concorrenti di un'attività, su Google, sui loro siti, nella pubblicità e nelle risposte delle AI, e perché ogni cosa conta.

Aggiornato ottobre 20269 min di letturaMartina Tempesta

Un’analisi della concorrenza online parte da una domanda semplice: quando un cliente della tua zona cerca quello che fai, chi trova, e perché sceglie lui? Sono Martina Tempesta, web designer a Roma dal 2013 con MarTe Graphics, e questa analisi la faccio all’inizio di quasi ogni progetto, prima di scrivere una pagina o impostare una campagna. Serve a capire contro chi giochi e su quale terreno.

In breve: i concorrenti online sono quelli che compaiono quando qualcuno cerca il tuo servizio nella tua zona, e spesso non coincidono con quelli che conosci. Di loro conviene guardare la scheda su Google, la chiarezza del sito da telefono, la pubblicità attiva e cosa ne dicono gli assistenti AI. Lo scopo è capire cosa manca a te, senza copiare nessuno.

Il punto di partenza

Perché guardare la concorrenza online, se conosci già i tuoi concorrenti?

Perché i concorrenti che conosci di persona e quelli che ti tolgono clienti su Google spesso sono persone diverse. In strada competi con chi sta vicino a te; online competi con chiunque compaia quando qualcuno cerca il tuo servizio, anche dall’altra parte della città, anche un portale che raccoglie decine di attività come la tua.

Per un’attività di Roma questo pesa parecchio. Una città grande, con quartieri che le persone nominano quando cercano, fa sì che il concorrente che ti batte su una ricerca con il nome della zona sia magari sconosciuto a chi lavora nel tuo settore da vent’anni. Lo trovi solo guardando i risultati con gli occhi di un cliente.

C’è anche un motivo più concreto: quello che fanno gli altri ti dice cosa si aspettano i clienti. Se tutte le attività che compaiono per prime mostrano foto vere, orari chiari e un modo veloce per prenotare, chi arriva sul tuo sito si aspetta lo stesso, e se non lo trova torna indietro.

Chi compare

Chi sono i tuoi concorrenti su Google?

Sono le attività che compaiono quando un cliente cerca il tuo servizio con la città o la zona: quelle nella mappa, quelle nei risultati sotto e quelle negli annunci in cima. Spesso fra loro ci sono anche portali, elenchi e piattaforme di prenotazione, che non sono attività come la tua ma si prendono gli stessi clic.

Il punto è guardare le ricerche giuste. Quella con il tuo nome dice poco, perché lì compari di sicuro; contano quelle che fa chi ancora non ti conosce: il servizio con il quartiere, il problema da risolvere, la domanda che ti fanno al telefono. Su ognuna i concorrenti possono cambiare, e capire su quali ricerche perdi è metà del lavoro.

Chi trovi di solito sulle ricerche locali

  • Attività come la tua, nella mappa e nei risultati.
  • Attività più grandi, con più sedi o un nome noto.
  • Portali ed elenchi di settore.
  • Piattaforme di prenotazione o di preventivi.
  • Chi paga gli annunci in cima alla pagina.
  • Articoli e guide che rispondono alla domanda.
La scheda

Cosa guardare nella loro scheda su Google?

Nella scheda dell’attività su Google conviene guardare quante recensioni hanno e quanto sono recenti, se il titolare risponde, quali categorie hanno scelto, le foto e gli orari. È la prima cosa che vede chi cerca con la città, spesso prima ancora del sito, e per molte persone è lì che si decide la chiamata.

Google, nella guida al posizionamento locale, indica tre fattori principali: la pertinenza della scheda rispetto alla ricerca, la distanza da chi cerca e l’evidenza, cioè quanto l’attività è conosciuta, anche attraverso le recensioni e i siti che ne parlano. Precisa anche che una posizione più alta nei risultati locali non si può comprare. Sulla distanza non puoi fare molto; sugli altri due fattori sì.

Cosa dice la loro scheda

  • Quante recensioni hanno, e di quando sono.
  • Se rispondono, e con che tono.
  • Le categorie e i servizi indicati.
  • Foto vere o immagini generiche.

Cosa ti fa capire

  • Quanto è viva l’attività, agli occhi di chi cerca.
  • Come trattano i clienti scontenti.
  • Per quali servizi vogliono farsi trovare.
  • Quanto si fidano di mostrarsi per come sono.

Il lavoro sulla tua scheda lo racconto nell’articolo su come ottimizzare la scheda Google Business. Una cosa però si capisce subito dal confronto: se gli altri hanno recensioni recenti e tu le ultime di anni fa, chi cerca vede un’attività ferma, anche quando non lo è.

Il sito

Cosa guardare nel loro sito?

Nel sito di un concorrente conviene guardare quanto in fretta si capisce cosa fa, per chi e dove, se ogni servizio importante ha una sua pagina, quanto è comodo da telefono e quanto è facile contattarlo. Il sito che vince sulle ricerche locali raramente è il più bello: di solito è quello che risponde prima alle domande del cliente.

Lo guardo dal telefono, perché chi cerca un’attività vicina lo fa spesso da lì, e lo guardo come lo guarderebbe un cliente con fretta. Conto quanti tocchi servono per trovare il numero, guardo se le foto sono loro o di archivio, se le domande frequenti rispondono a dubbi veri, se orari e zone servite sono scritti o vanno chiesti.

Poi guardo come sono organizzate le pagine. Un concorrente che ha una pagina per ogni servizio, scritta per chi cerca quel servizio, ha più possibilità di comparire su ciascuna ricerca di chi mette tutto in una sola pagina di elenco. È uno dei motivi per cui due siti dello stesso settore ottengono visibilità molto diverse. Le basi di questo lavoro le spiego nella guida alla SEO locale per aziende a Roma.

Copiare non serveRiprendere testi o struttura di un concorrente non ti fa salire: Google, nelle sue regole contro lo spam, considera un problema i contenuti presi da altri siti senza aggiungere niente di proprio. E i testi altrui sono protetti dal diritto d’autore. Dal confronto si prende l’idea di cosa manca, poi lo si scrive con la tua voce.

La pubblicità

Come capisci se fanno pubblicità, e dove?

Lo capisci perché la pubblicità online, oggi, è in buona parte pubblica. Google ha un centro per la trasparenza degli annunci che mostra gli annunci degli inserzionisti verificati, e Meta ha una libreria aperta a tutti con le inserzioni attive su Facebook e Instagram. Non dicono quanto spendono gli altri, ma dicono cosa promuovono, con quali parole e da quando.

È un’informazione preziosa. Se un concorrente promuove sempre lo stesso servizio da mesi, probabilmente gli rende; se cambia offerta ogni due settimane, forse sta ancora cercando. E se nessuno nella tua zona fa pubblicità su una certa ricerca, quello spazio è libero. Come si sceglie fra i due canali lo spiego nel confronto fra Meta Ads e Google Ads.

Le AI

Cosa dicono di loro gli assistenti AI?

Quando chiedi a un assistente AI un’attività come la tua nella tua zona, ottieni pochi nomi, a volte con una frase su ciascuno. Guardare chi viene nominato, e con quali parole, ti dice quali concorrenti hanno un sito e una presenza online abbastanza chiari da essere capiti e citati. Spesso non sono gli stessi che compaiono per primi su Google.

Gli assistenti, quando cercano sul web, leggono il testo delle pagine e si appoggiano agli archivi dei motori di ricerca, poi riassumono. Chi viene citato di solito ha pagine che dicono in modo esplicito cosa fa, dove e per chi, e ha recensioni o articoli su altri siti che lo confermano. Come lavorare perché citino anche te lo racconto nell’articolo su come fare in modo che ChatGPT citi il tuo sito.

Il concorrente che ti batte online, spesso, è quello che si fa capire prima.

Il passo dopo

Cosa fare con quello che trovi?

Con quello che trovi fai un elenco breve: cosa hanno gli altri che a te manca, cosa hai tu che loro non dicono, e su quali ricerche vale la pena competere. Lo scopo è decidere dove spendere tempo e budget, partendo da quello che rende di più per la tua attività, senza rincorrere tutto quello che fanno gli altri.

Cosa noti negli altri Cosa può voler dire Su cosa lavorare
Tante recensioni recenti Chiedono il parere ai clienti, con costanza Un modo semplice per chiederlo anche tu
Una pagina per servizio Si fanno trovare su più ricerche La struttura delle tue pagine
Annunci sempre attivi Quel servizio rende Se e dove conviene esserci
Citati dalle AI Testi chiari e conferme esterne Come il sito racconta chi sei
Nessuno parla di un tuo punto forte Uno spazio libero Metterlo in primo piano

L’ultima riga è la più utile, e la più trascurata. Quasi ogni attività ha qualcosa che i concorrenti non dicono: un orario, un servizio, un modo di lavorare, una zona coperta. Quando l’analisi lo fa emergere, diventa il centro dei testi del sito e degli annunci. Lo stesso confronto, con i dati di Google sul tuo sito accanto, è una parte della consulenza SEO; se invece vuoi rifare il sito, è il primo passo del lavoro che faccio quando realizzo siti web a Roma.

L’analisi dei concorrenti, la scelta delle ricerche su cui competere e il lavoro sul sito fanno parte di quello che seguo per la visibilità su Google e sulle AI. Se vuoi capire chi ti toglie clienti online, raccontami la tua attività e la tua zona.

Domande frequenti

Le risposte più richieste

Pochi, scelti bene. Di solito bastano quelli che compaiono più spesso sulle ricerche che contano per te, cioè il servizio principale con la città o la zona. Guardarne troppi produce un elenco lungo e confuso; guardarne tre o quattro con attenzione dice molto di più su cosa si aspettano i clienti e su cosa manca alla tua presenza online.

Sulle ricerche sì, perché si prendono i clic di chi cerca il tuo servizio. Nel lavoro di ogni giorno possono anche essere alleati: una scheda curata su un portale importante porta visite e conferma a Google e alle AI che la tua attività esiste ed è attiva. Conviene valutare dove esserci, con informazioni identiche a quelle del sito.

Non per forza. Su Google e nelle scelte dei clienti conta di più quanto il sito è chiaro, veloce e utile da telefono che quanto è elegante. Se il tuo sito risponde bene alle domande dei clienti e si fa trovare, spesso bastano interventi mirati. Rifarlo ha senso quando la grafica, la struttura e la gestione sono superate tutte insieme.

No, la spesa resta riservata. Gli archivi pubblici della pubblicità di Google e di Meta mostrano gli annunci attivi, cosa promuovono e da quanto tempo, ma non quanto costano. Da questi dati si capisce comunque molto: quali servizi un concorrente spinge con costanza, quali messaggi usa e su quali canali ha scelto di essere presente.

Conviene ripeterla quando cambia qualcosa di importante: un nuovo concorrente in zona, un calo di visite o di richieste, un servizio nuovo da lanciare, un rifacimento del sito. Anche senza novità, uno sguardo periodico alle ricerche principali aiuta a non accorgersi troppo tardi che qualcuno ha preso il tuo posto nella mappa o nelle risposte delle AI.

Sì, perché anche chi arriva con un consiglio spesso controlla online prima di chiamare. Cerca il tuo nome, guarda la scheda, apre il sito, legge le recensioni. Se nello stesso momento vede accanto a te un concorrente con una presenza più curata, il consiglio dell’amico può perdere forza. L’analisi ti dice come appari a chi ti sta già cercando.

Martina TempestaWeb designer a Roma, titolare di MarTe Graphics. Dal 2013 progetto siti per studi professionali, aziende e attività locali.