«Il sito è lento, cosa devo fare?» è una delle domande che mi arrivano più spesso, di solito dopo un componente che prometteva miracoli o un cambio di hosting. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma con MarTe Graphics, e sistemo anche siti costruiti da altri. Davanti a un sito lento, per prima cosa capisco dove si perde il tempo: la causa quasi mai è quella che il titolare immagina.
In breve: un sito è lento quando le persone aspettano, da telefono e con una connessione normale. Il voto di Google è un indizio, non una sentenza. Le cause più frequenti sono video e foto troppo pesanti, un server che rifà ogni pagina da capo, troppi caratteri e servizi esterni caricati insieme. Quasi sempre si sistema senza rifare il sito.
Come capisci se il tuo sito è davvero lento?
Un sito è lento quando chi lo apre aspetta: la pagina resta bianca, il testo compare a pezzi, i pulsanti non rispondono al primo tocco. La prova che conta è quella delle persone vere, da telefono e con una connessione normale. Il punteggio di PageSpeed, lo strumento gratuito con cui Google dà alle pagine un voto da 0 a 100, è un indizio utile ma non una sentenza.
PageSpeed mostra due cose diverse. Il voto nasce da una prova simulata, in condizioni volutamente difficili. Sotto, quando il sito ha abbastanza visite, compaiono i dati reali raccolti dai browser Chrome di chi lo ha aperto negli ultimi 28 giorni, come spiega la documentazione dello strumento. Sono questi a dire come vive il sito chi lo usa.
Google riassume l’esperienza di una pagina in tre indicatori, chiamati Core Web Vitals. Dal 12 marzo 2024 il secondo, quello sulla reattività, si chiama INP e ha preso il posto del vecchio FID, come annunciato da Google su web.dev. Le soglie che Google considera buone sono queste, e per essere promossa una pagina deve rispettarle in almeno tre visite su quattro, misurate a parte da telefono e da computer.
| Indicatore | Cosa misura, a parole | Soglia buona |
|---|---|---|
| LCP | Quanto ci mette a comparire l’elemento più grande della prima schermata, di solito una foto o il titolo | Entro 2,5 secondi |
| INP | Quanto ci mette la pagina a reagire quando tocchi un pulsante o apri un menu | Entro 200 millisecondi |
| CLS | Quanto si spostano gli elementi mentre la pagina si carica, come il pulsante che scappa sotto il dito | Indice entro 0,1 |
Due trappole del punteggioLa prova di Google misura la pagina come la vede chi non ha ancora accettato i cookie: chi li accetta carica anche statistiche, pixel pubblicitari e chat, che il voto non conta. E un voto alto non garantisce una pagina fluida: mi è capitato un sito con un buon punteggio che da telefono scattava mentre scorrevi, per colpa di animazioni che continuavano a girare anche fuori dallo schermo.
Cosa ti costa un sito lento, in clienti e su Google?
Un sito lento costa prima di tutto persone: chi cerca un ristorante, un idraulico o un albergo dal telefono non aspetta, torna indietro e apre il risultato successivo. Su Google il peso è reale ma più piccolo di quanto si legge in giro: Google dichiara di usare questi indicatori per ordinare i risultati, e nella stessa pagina dice che la pertinenza del contenuto viene prima.
La documentazione di Google sull’esperienza delle pagine, consultata a ottobre 2026, dice che il motore mostra sempre il contenuto più pertinente, anche con un’esperienza non ottimale, e che una buona esperienza aiuta quando ci sono molte pagine utili sullo stesso argomento. È il caso delle ricerche locali in una città come Roma. E se fai pubblicità, ogni clic lo paghi anche quando la persona se ne va prima che la pagina si apra.
Chi abbandona un sito mentre carica non si lamenta: sceglie qualcun altro, e tu non lo saprai mai.
Quali sono le cause più comuni?
Le cause più comuni sono quasi sempre le stesse: file troppo pesanti, soprattutto video e foto, un server che ricostruisce ogni pagina da capo a ogni visita, troppi caratteri tipografici e servizi esterni caricati insieme, componenti aggiunti negli anni che nessuno ha più tolto. Raramente c’è una causa sola: di solito se ne sommano due o tre.
Le cause che trovo più spesso
- Video in testata caricati in automatico, a piena qualità, anche quando nessuno li guarda.
- Foto salvate in formati pensati per la grafica, molto più pesanti del necessario per una fotografia.
- Nessuna memoria temporanea delle pagine, la cache: il server rifà la pagina da zero per ogni visitatore.
- Caratteri tipografici caricati in tante varianti, quando ne servono due o tre.
- Video e post dei social incorporati nella pagina, che si scaricano tutti appena la apri.
- File che arrivano ancora da un vecchio indirizzo, dopo un trasloco del sito fatto a metà.
Tre casi reali, senza nomi, tutti risolti. Su un sito aziendale la testata aveva due video da decine di megabyte l’uno, che partivano da soli, su un server senza cache: più di tre secondi solo per la prima risposta. Ho ricompresso i video a pochi megabyte e attivato la cache. In un locale il trasloco su un dominio nuovo non era mai stato finito, e quasi tutte le immagini, i caratteri e gli script arrivavano ancora dal vecchio indirizzo, dietro una schermata di caricamento animata che non serviva a niente: lì il sito aveva anche altri problemi, e l’ho rifatto completando il trasloco. In un’agenzia immobiliare le foto degli annunci erano in un formato da grafica, con oltre 17 megabyte di immagini nella sola pagina degli immobili: le ho convertite in un formato leggero. In tutti e tre i casi i tempi sono stati rapidi e oggi i siti si aprono senza attese anche da telefono.
È colpa dell’hosting o del sito?
Quasi sempre il problema sta nel sito, non nell’hosting. Un hosting economico o sovraccarico può rendere lenta la prima risposta del server, ma se la pagina pesa decine di megabyte nessun server la rende veloce. La differenza si vede misurando due tempi separati: quanto ci mette il server a rispondere e quanto ci mette il telefono a scaricare tutto il resto.
Di solito è il sito
- La pagina si apre, ma le foto arrivano piano.
- È lenta solo la home, o solo le pagine con video.
- Il voto da telefono è molto più basso di quello da computer.
- Il sito è rallentato dopo l’aggiunta di un componente o di una sezione.
Può essere l’hosting
- Anche una pagina quasi vuota resta bianca per qualche secondo.
- Il sito rallenta a certe ore e poi torna normale.
- Il programma che fa girare il sito è fermo a una versione vecchia.
- Ogni tanto il sito non risponde proprio.
La versione vecchia del programma su cui gira il sito è un caso a metà: dipende dall’hosting, ma va aggiornata insieme al sito, altrimenti qualcosa si rompe. Ne parlo nell’articolo su cosa succede se non aggiorni WordPress e i plugin. Cambiare hosting alla cieca, invece, sposta il problema e aggiunge un trasloco, con i suoi rischi per email e indirizzi delle pagine.
Elementor e i costruttori di pagine rallentano il sito?
Un costruttore di pagine come Elementor, il programma che permette di comporre le pagine trascinando i blocchi, aggiunge un certo peso, ma raramente è la causa principale. Nei siti che controllo il grosso del peso viene quasi sempre da quello che ci è stato messo dentro: video, foto, caratteri, servizi esterni. Prima di dare la colpa allo strumento, va misurato cosa pesa davvero.
Il caso più chiaro l’ho visto in uno studio professionale. La home pesava circa 30 megabyte e chiunque, a prima vista, avrebbe accusato il costruttore di pagine. Misurando, tre quarti del peso erano video di un social incorporati nella pagina, che si scaricavano tutti all’apertura anche se nessuno li guardava. In più il carattere del sito era caricato in diciotto varianti. Il costruttore pesava una parte piccola del totale, e il sito si poteva alleggerire tenendolo com’era.
Il costruttore pesa di più quando il sito ha anni di modifiche sovrapposte, con sezioni nascoste ma caricate lo stesso. Se insieme alla lentezza ci sono una grafica superata e una struttura confusa, vale la pena valutare un restyling del sito. Per la sola velocità, quasi mai.
Perché da telefono è più lento che dal computer?
Da telefono il sito parte svantaggiato: il processore è meno potente, la connessione mobile cambia mentre cammini, e lo schermo piccolo riceve spesso le stesse foto e gli stessi video pensati per un monitor grande. Per questo Google misura separatamente telefono e computer, e il punteggio da telefono è quasi sempre il più basso dei due.
Pesano anche gli effetti grafici: sfondi in movimento, testi che scorrono di continuo, menu con l’effetto vetro. Su un computer passano inosservati, su un telefono di qualche anno fa fanno scattare la pagina. E Google legge i siti come li vede uno smartphone: se da telefono il sito, oltre a essere lento, si vede pure male, trovi le cause nell’articolo su perché il sito non si vede bene da cellulare. E se il problema è che proprio non ti trovano, leggi l’articolo su perché il sito non compare su Google.
Come intervengo su un sito lento fatto da altri?
Parto sempre da una misura: guardo il sito da telefono e da computer, separo il tempo del server dal peso della pagina e faccio l’elenco di cosa pesa, in ordine. Poi intervengo sulle cause più grosse, una alla volta, misurando prima e dopo, perché un ritocco che non migliora va tolto. Il sito resta quello che hai, con gli stessi indirizzi delle pagine.
Misuro anche dove il voto di Google non guarda: con i cookie accettati e scorrendo fino in fondo su un telefono non recente. E prima di toccare qualunque cosa faccio una copia completa del sito.
Cosa evitare, per non peggiorare le cose
- Installare due o tre componenti di velocità uno sopra l’altro: si ostacolano e a volte rompono menu e moduli.
- Cancellare le foto originali dopo averle alleggerite: servono per gli schermi grandi e per i ripristini.
- Cambiare hosting prima di sapere se il problema è il server.
- Inseguire il 100 togliendo funzioni che servono, come il modulo contatti, la mappa o le prenotazioni.
- Far mettere mano al sito senza una copia di sicurezza aggiornata.
Misure, alleggerimento di video e foto, cache e pulizia dei componenti sono un lavoro tecnico che gestisco io, anche su siti costruiti da altri. Tutti gli interventi sui siti esistenti li trovi nella guida all’assistenza siti web a Roma. Se il tuo sito è lento, mandami l’indirizzo e raccontami cosa noti.
Domande frequenti
Le risposte più richieste
Non per forza. Il punteggio nasce da una prova simulata, con un telefono e una connessione volutamente lenti, mentre i dati delle visite vere, quando ci sono, raccontano l’esperienza reale degli ultimi 28 giorni. Un sito può avere un voto mediocre ed essere comodo per chi lo usa, oppure un voto buono e scattare mentre scorri. Il voto si legge insieme ai dati reali e a una prova fatta a mano.
Basta solo quando il collo di bottiglia è davvero il server, cioè quando anche una pagina leggera resta bianca per secondi. Se invece la pagina pesa troppo per video, foto o servizi esterni, il nuovo hosting sposta il problema e in più aggiunge un trasloco, con i rischi che comporta per le email e per gli indirizzi delle pagine. Prima si misura dove si perde il tempo, poi si decide.
Aiuta quando manca la memoria temporanea delle pagine, ma non alleggerisce un video da decine di megabyte né toglie i componenti inutili. Due o tre strumenti di velocità installati insieme si ostacolano a vicenda e a volte rompono menu, moduli o carrello. Prima si capisce cosa rallenta il sito, poi si sceglie cosa serve davvero, e ogni modifica si misura prima e dopo.
Quasi mai per la sola velocità. Nella maggior parte dei casi che vedo il sito si alleggerisce restando com’è: si sistemano video e foto, si attiva la cache, si tolgono caratteri e componenti superflui. Rifare ha senso quando la base è compromessa anche per altri motivi, come una grafica superata, una struttura confusa o componenti abbandonati da anni che nessuno può più aggiornare.
Perché il tuo telefono e il tuo computer hanno già in memoria buona parte del sito: foto e file sono salvati dalle visite precedenti e la pagina si apre in un attimo. Chi arriva per la prima volta scarica tutto da zero, magari da un telefono meno recente e con il segnale debole. Conta anche il consenso ai cookie: chi lo accetta carica statistiche e pixel pubblicitari che appesantiscono la pagina.
In modo indiretto. Non esistono soglie di velocità pubblicate per gli assistenti AI, quindi diffida di chi te le promette. Quello che si sa è che gli assistenti, quando cercano sul web, partono dagli archivi dei motori di ricerca e leggono il testo delle pagine. Un sito che Google visita senza difficoltà e che mostra il testo senza attese è anche un sito più facile da leggere per loro.

