Approfondimento · Sito da telefono

Il tuo sito non si vede bene da cellulare? Ecco perché conta così tanto

Testo che esce dallo schermo, menu che non si apre, pulsanti troppo piccoli per un dito. Qui ti spiego da cosa nasce un sito scomodo da telefono, perché Google guarda proprio quella versione e quando si sistema senza rifare tutto.

Aggiornato ottobre 20268 min di letturaMartina Tempesta

Capita spesso che un titolare se ne accorga per caso: apre il proprio sito dal telefono per mandarlo a un cliente e scopre che non si vede bene da cellulare. Il testo è minuscolo, il menu non risponde, la pagina scivola di lato. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma con MarTe Graphics, e quando sistemo un sito fatto da altri il telefono è il primo schermo su cui lo guardo: è quello che hai in mano quando cerchi un’attività vicina, ed è quello su cui Google basa il suo giudizio.

In breve: un sito scomodo da telefono perde chiamate, prenotazioni e messaggi, e dal luglio 2024 Google legge i siti solo come li vede uno smartphone. Le cause sono quasi sempre di progetto: pagine pensate per il computer e adattate dopo. Spesso si sistema pagina per pagina; se il sito è nato prima degli smartphone, conviene ricostruirlo tenendo testi e indirizzi.

I segnali

Quali sono i segnali che il sito non è fatto per il telefono?

I segnali più chiari sono pratici: devi allargare con due dita per leggere, il testo esce dallo schermo, il menu non si apre o si apre sopra il contenuto, i pulsanti sono così vicini che tocchi quello sbagliato, la pagina scivola di lato mentre scorri. A volte da telefono compare la versione del computer, solo rimpicciolita.

Quello che noto più spesso

  • Testi piccoli che costringono a ingrandire.
  • Righe che escono a destra e si leggono a metà.
  • Menu che non si apre, o che non si chiude più.
  • Pulsanti attaccati, facili da sbagliare col pollice.
  • Numero di telefono che non si chiama con un tocco.
  • Moduli con caselle minuscole e tastiera sbagliata.
  • Pagina che si sposta di lato mentre scorri.
  • Pulsanti fissi, come quello della chat, sopra altri elementi.

Basta uno di questi problemi sulla pagina sbagliata, per esempio quella delle prenotazioni o dei contatti, per perdere proprio le persone pronte a scriverti.

Google

Perché Google guarda solo la versione da telefono?

Perché dal luglio 2024 Google legge i siti solo come li vede uno smartphone. Lo ha annunciato sul suo blog per chi gestisce siti il 3 giugno 2024: dopo il 5 luglio 2024 la scansione e l’archiviazione delle pagine avvengono solo con il programma di lettura per smartphone, e un contenuto che da telefono non si raggiunge non può più entrare nei risultati.

La documentazione di Google sull’indicizzazione da mobile, aggiornata a dicembre 2025, lo dice in modo ancora più netto: per l’archivio si usa solo il contenuto mostrato nella versione da telefono. Vuol dire che quello che manca da telefono, per Google, non c’è, anche se dal computer si vede benissimo.

La conseguenza pratica riguarda una scelta che vedo fare spesso: nascondere da telefono le sezioni scomode, una tabella, un testo lungo, una galleria, «per pulizia». Il visitatore non le vede, e nemmeno Google. Se quelle sezioni contenevano le parole con cui ti cercano, la pagina perde forza nei risultati senza che nessuno capisca perché. Se il sito, oltre a vedersi male, non compare proprio, leggi l’articolo su perché il sito non compare su Google.

Per Google il tuo sito è quello che si vede da telefono. La versione da computer arriva dopo.

Le cause

Perché un sito si vede bene dal computer e male dal telefono?

Perché è stato progettato e controllato su uno schermo grande, e il telefono è arrivato dopo, come adattamento. Un sito responsive, cioè che ridispone da solo i contenuti in base alla larghezza dello schermo, non basta da sé: ogni blocco va pensato per stare in una colonna stretta, con testi leggibili e pulsanti grandi abbastanza per un dito.

Le cause che trovo sono quasi sempre di progetto. Siti nati prima degli smartphone, con larghezze fisse ovunque. Pagine composte con un costruttore a blocchi, regolate a mano per il computer e mai riguardate da telefono. Elementi più larghi dello schermo: un’immagine ingrandita, una tabella, un indirizzo email lungo dentro un pulsante stretto. E poi i browser, che non disegnano tutti la pagina allo stesso modo.

Su un sito che ho collaudato da poco, alcune griglie su Safari, il browser dell’iPhone, si allargavano fino alla parola più lunga e facevano uscire la pagina dallo schermo più stretto, mentre su Chrome e Firefox era tutto a posto. Su un altro, il pulsante di WhatsApp copriva la barra dei comandi in basso, ma solo sugli iPhone con qualche anno sulle spalle. Sono difetti che dal computer non si vedono mai.

Aspetto Sito solo rimpicciolito Sito pensato per il telefono
Testo Da ingrandire con le dita Leggibile appena si apre
Menu Voci minuscole o tendine che non si aprono Si apre e si chiude col pollice
Pulsanti Vicini, facile toccare quello sbagliato Distanziati e grandi abbastanza
Foto e video Gli stessi file del computer Misure adatte allo schermo e alla rete mobile
Contatti Numero da copiare a mano Chiamata, messaggio e mappa con un tocco
Il danno

Cosa perdi quando da telefono il sito è scomodo?

Perdi soprattutto le azioni veloci, quelle che portano lavoro: la telefonata, la prenotazione, il messaggio, la strada per arrivare da te. Chi cerca da telefono di solito ha un bisogno concreto e poco tempo. Se il numero non si tocca o il modulo non si compila col pollice, la richiesta va a chi ha un sito più comodo, e tu non lo vieni a sapere.

Da telefono la scomodità e la lentezza vanno spesso insieme. In un’agenzia immobiliare la home aveva un video di sfondo di oltre 7 megabyte, girato a 60 fotogrammi al secondo e con una traccia audio che nessuno avrebbe mai sentito, impostato per partire anche da telefono. Sulla rete mobile la prima schermata restava vuota a lungo, proprio nel punto in cui chi cercava casa doveva capire cosa offriva l’agenzia. Le cause di questo tipo le racconto nell’articolo sul sito lento.

C’è poi un costo che si somma nel tempo. Un sito scomodo da telefono fa sembrare l’attività meno curata di quanto è, e chi lo apre per la prima volta si fa un’idea in pochi secondi, prima di leggere chi sei e cosa fai.

La scelta

Si può sistemare o va rifatto?

Dipende da com’è costruito il sito, non da quanto si vede male. Se la base ridispone già i contenuti e i problemi stanno in alcuni blocchi, si sistema pagina per pagina. Se il sito è nato prima degli smartphone, con larghezze fisse dappertutto, ogni correzione apre un problema nuovo, e conviene ricostruirlo mantenendo testi e indirizzi delle pagine.

Di solito si sistema

  • Il sito cambia già disposizione da telefono, ma alcuni blocchi escono dai bordi.
  • I problemi sono su poche pagine o su un elemento ripetuto, come il menu.
  • La grafica ti piace ancora e i contenuti sono aggiornati.

Di solito conviene ricostruire

  • Da telefono compare la versione del computer, rimpicciolita.
  • Ogni pagina è stata regolata a mano e si rompe a ogni modifica.
  • Il sito poggia su componenti fermi da anni, che nessuno aggiorna più.

Anche quando si ricostruisce, testi, foto e indirizzi delle pagine si tengono: è il modo per non perdere quello che il sito ha già guadagnato su Google. Se oltre al telefono c’è da rinnovare anche la grafica, i criteri per scegliere li trovi nell’articolo sul restyling del sito.

Cosa non fare intanto: nascondere da telefono le sezioni che si vedono male, perché spariscono anche per Google; cambiare tema, cioè la veste grafica, senza una copia del sito; aggiungere un secondo componente «per il mobile» sopra quello che c’è già. Sono le mosse che trovo più spesso nei siti da rimettere in sesto.

Il collaudo

Come lo controllo prima di dire che è a posto?

Lo provo su telefoni veri, oltre che con il simulatore del computer. Il simulatore è utile per vedere tante misure di schermo in pochi minuti, ma non riproduce bene il modo in cui Safari su iPhone disegna alcune parti della pagina, né il pollice che tocca un pulsante piccolo. Controllo dal telefono più stretto ancora in uso fino al tablet, in verticale e in orizzontale.

Guardo soprattutto le cose che sfuggono a un’occhiata veloce. Lo scorrimento laterale, anche di pochi pixel: su un negozio online un’immagine della testata ingrandita oltre il bordo allargava la pagina quanto bastava per farla ballare a ogni passaggio del dito. I pulsanti fissi che coprono i link in fondo alla pagina. I moduli, che compilo e invio davvero. I tempi di apertura con la rete mobile, non con il Wi-Fi dell’ufficio.

Solo quando tutto questo torna, su più telefoni e più browser, considero il sito a posto. Il collaudo da telefono è un lavoro tecnico che gestisco io, insieme agli altri interventi sui siti esistenti che descrivo nella guida all’assistenza siti web a Roma. Se il tuo sito da cellulare non ti convince, mandami l’indirizzo e dimmi da quale telefono lo guardi.

Domande frequenti

Le risposte più richieste

No. Responsive vuol dire che il sito cambia disposizione in base alla larghezza dello schermo, ma ogni telefono ha misure, browser e versioni diverse. Un sito responsive può comunque avere un pulsante coperto, un testo che esce a destra su uno schermo stretto o un menu che non si apre su un iPhone meno recente. Per esserne sicuri va provato su più dispositivi veri.

Perché su iPhone Safari usa un motore diverso da quello di Chrome su Android per disegnare la pagina, e alcune regole di impaginazione vengono interpretate in modo leggermente diverso. Di solito le differenze sono piccole, ma a volte bastano per far uscire un blocco dallo schermo o sovrapporre due elementi. Per questo il controllo si fa su entrambi i sistemi, con telefoni veri oltre che col simulatore.

A volte, ma raramente da solo. Un tema nuovo, cioè una nuova veste grafica, cambia l’aspetto di tutte le pagine, e i contenuti costruiti sopra quello vecchio spesso si scompongono: blocchi fuori posto, menu da rifare, testi da sistemare. È un intervento da pianificare con una copia del sito e una prova completa da telefono prima di metterlo online, non un pulsante da premere un pomeriggio.

È uno scorrimento laterale: qualche elemento è più largo dello schermo, anche di pochi pixel, e trascina con sé tutta la pagina. Spesso è un’immagine ingrandita, una tabella, un indirizzo email lungo dentro un pulsante o un elemento decorativo che sporge dal bordo. Per chi legge è fastidioso, e capita spesso solo su alcuni telefoni, per questo sfugge a chi controlla il sito da un solo dispositivo.

Per quasi tutte le attività locali no. Chi ti cerca su Google arriva al sito, e non scarica un’app per vedere orari, menu o servizi. Un’app ha senso quando i clienti tornano spesso per fare qualcosa di ripetuto, come prenotare ogni settimana o raccogliere punti. Prima viene un sito che da telefono funziona bene; l’app, se serve, si aggiunge dopo e si appoggia comunque al sito.

Conta molto, perché chiamate e prenotazioni sono azioni che tante persone fanno dal telefono, spesso mentre sono fuori casa. Un numero che si chiama con un tocco, un modulo con pochi campi e caselle grandi, un pulsante di prenotazione sempre a portata di pollice fanno la differenza tra una richiesta ricevuta e una persa. Sono i primi punti che controllo quando un sito da telefono non porta contatti.

Martina TempestaWeb designer a Roma, titolare di MarTe Graphics. Dal 2013 progetto siti per studi professionali, aziende e attività locali.