Quando parte un sito, i testi sono quasi sempre l’ultima cosa: la grafica è pronta, le foto ci sono, e le pagine aspettano parole che nessuno ha il tempo di scrivere. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma con MarTe Graphics, e nei siti che realizzo dal 2013 per attività e professionisti i testi nascono insieme al progetto, non dopo. Qui ti spiego perché, e cosa cambia per chi legge e per Google.
In breve: i testi del sito devono dire in poche righe cosa fai, per chi, dove e come contattarti, con le parole che usano i tuoi clienti. Puoi scriverli da solo se hai tempo e riesci a guardare il tuo lavoro da fuori; farli scrivere conviene quando il sito deve portare richieste. Per Google conta che il testo sia utile, originale e scritto per le persone, non chi l’ha scritto né con quale strumento.
Cosa devono fare i testi di un sito?
I testi di un sito devono far capire in pochi secondi cosa fai, per chi lo fai, dove lavori e perché scegliere te, e poi accompagnare chi legge fino al contatto. Chi arriva su una pagina la scorre, cerca la risposta alla sua domanda e decide in fretta: un testo che lo costringe a cercare lo perde.
Per questo un testo per il web è diverso da una brochure o da una presentazione aziendale. Ogni pagina risponde a una domanda precisa, i titoli dicono qualcosa anche letti da soli, i paragrafi sono brevi e le informazioni pratiche, come zona, orari e modo di prenotare, non restano in fondo. E le parole sono quelle dei clienti: chi ha una perdita in bagno cerca un idraulico per una perdita d’acqua, non «soluzioni termoidrauliche integrate».
Un testo che lavora
- Dice subito cosa fai e dove.
- Usa le parole dei tuoi clienti.
- Risponde ai dubbi prima che diventino una telefonata.
- Indica un passo successivo chiaro.
Un testo che resta fermo
- Si apre con la storia dell’azienda.
- Usa il linguaggio del settore.
- Elenca qualità che dicono tutti, come serietà e passione.
- Lascia il contatto in fondo alla pagina.
Puoi scrivere da solo i testi del tuo sito?
Puoi scrivere da solo i testi del tuo sito, e in un caso conviene: quando conosci bene i tuoi clienti, hai tempo e sai rileggerti con occhio esterno. Il limite più comune è proprio la distanza: chi fa un mestiere da anni dà per scontate le cose che il cliente non sa, e usa le parole del settore senza accorgersene.
L’altro limite è il tempo. Scrivere le pagine di un sito richiede più ore di quante sembri, e quando i testi arrivano tardi slitta tutto il progetto: cosa allunga i tempi di un sito lo spiego nell’articolo su quanto tempo ci vuole per fare un sito web professionale. Chi scrive da solo ottiene di più se parte da una struttura già decisa, con l’elenco delle pagine e il compito di ciascuna: come si decide lo racconto nell’articolo sulla struttura di un sito web. Se invece stai valutando di fare da solo tutto il sito, il confronto è nell’articolo sito web fai da te o professionista.
Un consiglio praticoPrima di scrivere, raccogli per qualche settimana le domande che i clienti ti fanno al telefono, in negozio o in studio. Sono il materiale più prezioso per i testi del sito, e nessun professionista può inventarle al posto tuo.
Cosa cambia quando li fai scrivere a un professionista?
Quando fai scrivere i testi a un professionista cambia soprattutto il punto di vista: chi scrive da fuori fa le domande che farebbe un cliente, trova le parole con cui le persone cercano il tuo servizio e mette le informazioni nell’ordine in cui servono. Il contenuto resta tuo: il mestiere, i fatti e le scelte li porti tu.
Un buon testo affidato a un professionista nasce da una conversazione, non da un modulo da compilare: racconti come lavori, chi sono i tuoi clienti, cosa ti chiedono più spesso e cosa ti distingue davvero. Poi rileggi, correggi i fatti e approvi. Il risultato deve suonare come te; se ti sembra scritto da qualcun altro, va rivisto.
| Aspetto | Scritti da te | Generati e pubblicati senza revisione | Scritti con un professionista |
|---|---|---|---|
| Conoscenza del mestiere | Piena | Generica, a volte sbagliata | La tua, raccolta in un’intervista |
| Punto di vista del cliente | Difficile da tenere | Uguale per tutti | Il lavoro principale di chi scrive |
| Parole usate | Spesso quelle del settore | Formule ripetute | Quelle con cui i clienti cercano |
| Tempo che ti chiede | Molto | Poco, ma tanto da correggere | Un’intervista e una rilettura |
| Tono | Il tuo, se scrivi con facilità | Simile a molti altri siti | Il tuo, messo in ordine |
Cosa guarda Google nei testi di un sito?
Google guarda se il testo risponde davvero alla domanda di chi cerca, se è originale e se mostra esperienza e competenza sull’argomento. La sua guida ai contenuti utili e affidabili chiede testi scritti per le persone, non per il motore di ricerca: ripetere la stessa parola molte volte o riempire la pagina di nomi di quartieri non aiuta, e può danneggiare.
Conta anche dove stanno le parole. Il titolo che compare nei risultati di Google e il titolo principale della pagina devono dire chiaramente cosa offre; la breve descrizione sotto il titolo invoglia a cliccare; i titoli delle sezioni aiutano chi legge e Google a orientarsi. Sono scelte da fare pagina per pagina, insieme alla struttura del sito, ed è un lavoro tecnico che curo io. Per farti trovare nella tua zona servono poi testi che dicono con chiarezza dove lavori, come spiego nella guida alla SEO locale per le aziende di Roma.
Lo stesso vale per gli assistenti AI che rispondono alle domande delle persone: estraggono frasi chiare, che si capiscono anche lette da sole, con nomi e fatti precisi. Un testo vago, pieno di formule come «qualità e professionalità», non lo cita nessuno. Ne parlo nell’articolo su cos’è la GEO e perché il tuo sito ne ha bisogno.
Un testo che risponde bene a un cliente risponde bene anche a Google, perché è scritto per la stessa persona.
I testi scritti con l’intelligenza artificiale vanno bene?
I testi scritti con l’intelligenza artificiale vanno bene quando sono un punto di partenza che una persona rivede, corregge e completa con fatti veri. Google ha spiegato che giudica un contenuto dalla sua utilità, comunque sia prodotto, e considera spam le pagine generate in serie per scalare i risultati, senza valore per chi le legge.
Il problema dei testi generati e pubblicati senza revisione sta altrove: si somigliano tutti. Promettono professionalità, passione e attenzione al cliente, con le stesse parole che si trovano su tanti altri siti. E a volte inventano: un servizio che non offri, un anno di apertura sbagliato, una zona in cui non lavori. Sul sito di un’attività, un errore così costa più del tempo che ha fatto risparmiare.
L’intelligenza artificiale è utile per riordinare appunti, trovare varianti di un titolo o rileggere un testo lungo. Le informazioni, il tono e le scelte restano di chi conosce l’attività.
Si possono riprendere testi da altri siti o dai cataloghi dei fornitori?
Riprendere testi da altri siti è una cattiva idea per due motivi: i testi sono protetti dal diritto d’autore, e Google, davanti a pagine con lo stesso contenuto, tende a mostrarne una sola, che non è detto sia la tua. Anche le schede dei fornitori, copiate identiche da tanti rivenditori, non ti distinguono e difficilmente ti fanno trovare.
In un negozio online con molti prodotti, riscrivere ogni scheda può essere un lavoro grande: si parte dalle categorie e dai prodotti che contano di più, che sono le pagine che le persone cercano. In un sito di servizi, invece, ogni pagina va scritta da zero, perché è lì che il cliente capisce perché scegliere te.
Attenzione anche quando rifai un sito: i testi che già funzionavano su Google vanno trattati con cura. Cambiarli tutti insieme agli indirizzi delle pagine è una delle ragioni per cui un sito nuovo perde posizioni, come racconto nell’articolo su cosa succede quando rifai il sito e cali su Google.
Come lavoro sui testi quando realizzo un sito?
Quando realizzo un sito, i testi nascono insieme alla struttura e alla grafica: prima decido con te quali pagine servono e cosa deve dire ciascuna, poi scrivo partendo da un’intervista sul tuo lavoro, sui clienti e sulle domande che ti fanno. Tu rileggi, correggi i fatti e approvi; io curo le parole, l’ordine e quello che serve a Google.
Se preferisci scriverli tu, va bene lo stesso: ti preparo la struttura delle pagine, poi rivedo i testi e li sistemo per il web senza cambiarne la sostanza. In tutti e due i casi un testo va online solo quando ti ci riconosci. Le immagini seguono lo stesso ragionamento, e ne parlo nell’articolo sulle foto per il sito.
Testi, struttura e grafica sono parti dello stesso progetto: come lavoro dalla prima conversazione alla messa online lo trovi nella pagina sulla realizzazione siti web a Roma. Se il sito che hai non porta richieste e pensi che il problema siano le parole, raccontami cosa fa la tua attività.
Domande frequenti
Le risposte più richieste
Quanto serve a rispondere alla domanda di chi arriva, senza riempitivi. Una pagina di contatti si legge in poche righe; una pagina che presenta un servizio deve spiegare cosa comprende, per chi è, come funziona e cosa succede dopo il contatto. Google non premia la lunghezza in sé, premia la pagina che risponde bene. Un testo lungo e ripetitivo fa perdere lettori senza aiutare il posizionamento.
Dipende da cosa c’è scritto nel preventivo, ed è una delle prime cose da chiarire. In alcuni progetti li scrive il cliente, in altri chi realizza il sito, in altri ancora un copywriter. Nei siti che seguo li scrivo io partendo da un’intervista con te, oppure sistemo i tuoi se preferisci scriverli. In ogni caso le informazioni sull’attività e l’approvazione finale restano tue.
Va nominata dove è naturale: nella home, nelle pagine dei servizi, nei contatti, e nelle pagine dedicate se lavori in zone diverse. Ripetere il nome del quartiere in ogni frase non aiuta e rende il testo faticoso. Per farsi trovare nella propria zona contano anche la scheda Google dell’attività, l’indirizzo scritto sempre allo stesso modo e le recensioni dei clienti.
Google dichiara di giudicare un testo dalla sua utilità per chi legge, comunque sia stato prodotto. Il rischio dei testi generati senza revisione sta altrove: sono generici, si somigliano tra loro e a volte contengono informazioni sbagliate sulla tua attività. Un testo rivisto da chi conosce il mestiere, con fatti veri ed esempi concreti, funziona, comunque sia nata la prima stesura.
Sì, e conviene farlo quando cambiano servizi, orari o zone, o quando ti accorgi che i clienti fanno sempre una domanda a cui il sito non risponde. Le modifiche di contenuto non creano problemi. Più delicato è cambiare titoli e indirizzi delle pagine che già si fanno trovare su Google, perché si rischia di perdere posizioni: in quel caso conviene valutare prima cosa toccare.
Sì: ogni immagine del sito dovrebbe avere una breve descrizione testuale, che legge chi usa un lettore di schermo e che aiuta Google a capire cosa mostra. Non va riempita di parole ripetute: deve descrivere l’immagine come la descriveresti a voce a chi non la vede. È una parte del lavoro sui testi che spesso si dimentica, e la curo io quando monto il sito.
