«Le foto le faccio io con il telefono, vanno bene?» È una delle prime domande che mi fanno quando parte un sito. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma con MarTe Graphics, e dal 2013 scelgo e preparo le immagini dei siti che realizzo per attività e professionisti. La risposta dipende da cosa vendi e da cosa deve capire chi guarda: per alcune attività le foto vere sono indispensabili, per altre un’immagine d’archivio scelta con cura fa bene il suo lavoro.
In breve: le foto vere della tua attività sono la scelta più credibile quando il cliente deve fidarsi di te o vedere dove andrà. Le immagini d’archivio funzionano per concetti e sfondi, con una licenza che copra l’uso che ne fai. Le immagini create con l’intelligenza artificiale servono a illustrare un’idea, mai a mostrare prodotti, spazi o persone che non esistono. In tutti e tre i casi contano diritti, coerenza e peso dei file.
Perché le foto del sito contano così tanto?
Le foto contano perché arrivano prima delle parole: chi apre il sito guarda le immagini, si fa un’idea dell’attività e solo dopo decide se leggere. Una foto vera del locale, del laboratorio o delle persone risponde subito a domande che il testo fatica a chiudere da solo: com’è il posto, chi troverò, che cura posso aspettarmi.
Le stesse immagini lavorano anche fuori dal sito: nella scheda Google della tua attività, nelle anteprime che compaiono quando qualcuno condivide una pagina, nei post. Quando chi ti ha trovato su Google entra e riconosce il locale che ha visto in foto, la fiducia si è costruita prima ancora del saluto. Quando invece il posto vero è diverso da quello delle immagini, la prima impressione si rovescia, e recuperarla costa molto di più.
Lo stile delle immagini fa parte dell’identità visiva, come colori e caratteri: lo spiego nell’articolo su cosa comprende una brand identity.
Servizio fotografico, archivio o intelligenza artificiale: cosa cambia?
Le tre strade si distinguono per quello che mostrano: il servizio fotografico mostra la tua attività com’è davvero, l’archivio offre immagini curate ma disponibili a chiunque, l’intelligenza artificiale crea scene che non esistono. Nessuna delle tre è giusta in assoluto: cambia il compito della foto, e di solito un sito ben fatto ne usa più di una.
| Aspetto | Archivio con licenza | Intelligenza artificiale | Servizio fotografico |
|---|---|---|---|
| Cosa mostra | Scene generiche, ben curate | Scene inventate, anche molto realistiche | La tua attività, le persone, i lavori veri |
| Credibilità | Media: le stesse foto girano su altri siti | Bassa, se sembra vera e non lo è | Alta: il cliente ritrova quello che ha visto |
| Coerenza | Va cercata foto per foto | Va controllata immagine per immagine | Stessa luce e stesso stile ovunque |
| Diritti | Dipendono dalla licenza scelta | Tutela incerta, obblighi di trasparenza | Da concordare per iscritto |
| Quando funziona | Concetti, sfondi, servizi astratti | Illustrazioni e idee dichiarate come tali | Spazi, squadra, prodotti, lavori finiti |
Nei siti che realizzo la combinazione più frequente è questa: foto vere per tutto quello che il cliente deve riconoscere, archivio o illustrazioni per i concetti che una fotografia non può mostrare.
Quando conviene un servizio fotografico?
Un servizio fotografico conviene quando il cliente sceglie anche in base a quello che vede: un ristorante, un hotel, un centro estetico, una palestra, un negozio, uno studio dove ricevi. In questi casi la foto vera fa da prova, e nessuna immagine d’archivio la sostituisce, perché chi guarda cerca proprio il tuo locale, i tuoi piatti, le tue stanze.
Conta anche per i professionisti: un ritratto curato del titolare e della squadra rende concreta la persona che risponderà al telefono, e chi sceglie un professionista sceglie prima di tutto una persona.
Le foto che di solito servono a un sito
- Un’immagine ampia per la testata, con lo spazio libero dove andranno il titolo e il pulsante.
- Gli spazi in cui lavori o ricevi, con la luce delle ore in cui sei aperto.
- Le persone: il titolare e la squadra, in posa e mentre lavorano.
- I prodotti o i lavori finiti, con uno sfondo coerente fra una foto e l’altra.
- Qualche dettaglio da usare accanto ai testi o come sfondo di una sezione.
- Le scene principali anche in verticale, per il telefono e per i social.
Un servizio fotografico rende di più quando le pagine del sito sono già decise: sai quali foto servono, in che formato e per quale sezione, e nessuna parte del sito resta senza immagine. Cosa conviene avere pronto prima di iniziare, foto comprese, lo trovi nell’articolo su cosa preparare prima di far realizzare il sito.
Le foto d’archivio vanno bene per un sito professionale?
Le foto d’archivio vanno bene per un sito professionale quando illustrano un concetto e non devono dimostrare niente: una stretta di mano, una scrivania ordinata, un dettaglio di materiali. Diventano un problema quando prendono il posto delle foto vere, perché chi guarda riconosce la scena in posa e la stessa immagine può comparire sul sito di un concorrente.
Il segnale più evidente sono le persone: la squadra sorridente che non è la tua squadra, il cliente soddisfatto che è un modello. Chi se ne accorge si chiede cos’altro, nel sito, non sia vero. Per Google un’immagine d’archivio non è un errore: la sua guida sulle immagini spiega che il motore usa la descrizione alternativa, il contenuto della pagina e l’analisi dell’immagine per capire cosa mostra.
Le licenze cambiano da archivio ad archivio, a volte da foto a foto: alcune escludono certi usi, come i loghi o la pubblicità, altre chiedono di citare l’autore. Una foto trovata con un motore di ricerca, invece, ha quasi sempre un autore che ne detiene i diritti. Cosa rischi con le foto prese da internet lo spiego nell’articolo sul sito a norma, fra cookie, privacy e foto.
Si possono usare immagini create con l’intelligenza artificiale?
Le immagini create con l’intelligenza artificiale si possono usare per illustrare un’idea, un ambiente o un concetto astratto, quando è chiaro che si tratta di un’illustrazione. Diventano un rischio quando sembrano foto vere della tua attività: un locale più grande del reale, piatti mai cucinati, una squadra che non esiste. Il cliente se ne accorge quando arriva, e la fiducia cala.
Ci sono poi due questioni di regole. Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, il Regolamento (UE) 2024/1689 all’articolo 50, chiede di dichiarare che un’immagine è stata generata quando somiglia a persone, oggetti, luoghi o fatti reali e può sembrare autentica. E la legge italiana sul diritto d’autore, aggiornata nel 2025, tutela le opere create con l’aiuto dell’intelligenza artificiale solo quando sono il risultato del lavoro intellettuale di una persona: un’immagine generata per intero potrebbe non essere tua in esclusiva. Per un caso concreto il parere giusto è quello di un legale.
Dove un’immagine generata funziona
- Illustrazioni per articoli e concetti astratti.
- Sfondi, superfici e motivi grafici senza persone.
- Ambientazioni di un progetto che non esiste ancora, dichiarate come tali.
- Piccoli ritocchi di una foto vera, come allargare lo sfondo perché entri nella testata.
Dove è meglio evitarla
- Il locale, le stanze, il negozio o lo studio.
- I prodotti in vendita e i piatti del menu.
- Persone presentate come squadra o come clienti.
- Lavori finiti mostrati come se fossero tuoi.
Il cliente perdona una foto semplice. Non perdona una foto che gli promette un posto diverso da quello in cui entra.
Le foto del servizio fotografico sono tue?
Chi può usare le foto di un servizio, e in che modo, dipende dall’accordo con il fotografo e dal tipo di immagini: la legge sul diritto d’autore distingue fra casi diversi, e averle pagate non basta a chiarire tutto. La strada più sicura è scrivere prima dello scatto dove potrai usarle, per quanto tempo e quali file riceverai.
Lo stesso vale per le persone: se nelle foto compaiono dipendenti, collaboratori o clienti riconoscibili, serve il loro consenso all’uso dell’immagine, come prevede la legge sul diritto d’autore per i ritratti. Meglio raccoglierlo per iscritto, il giorno dello scatto.
Cosa conviene scrivere nell’accordo con il fotografo
- Gli usi permessi: sito, social, scheda Google, stampa, pubblicità a pagamento.
- La durata dell’uso, e se vale anche per un sito rifatto in futuro.
- Quali file ricevi e in che risoluzione, compresi quelli per la stampa.
- Se puoi ritagliare, ritoccare o adattare le foto ai diversi formati.
- Se e dove va citato il nome del fotografo.
- Chi raccoglie il consenso delle persone ritratte.
Perché una bella foto può rallentare il sito?
Una bella foto può rallentare il sito perché la qualità che vedi a schermo non dipende dal peso del file: una fotografia uscita dalla macchina o dal telefono pesa molte volte più di quanto serve a una pagina web. Se nessuno la prepara, chi apre il sito da telefono la scarica intera, aspetta, e spesso se ne va prima di vederla.
Preparare un’immagine per il sito vuol dire portarla alle misure giuste per ogni schermo, salvarla in un formato leggero e farla caricare solo quando serve, conservando a parte gli originali per la stampa. È un lavoro tecnico che gestisco io quando monto il sito. Le cause più comuni di una pagina che ci mette troppo ad aprirsi, foto comprese, le trovi nell’articolo su perché un sito è lento e cosa ti fa perdere.
Come scelgo le immagini quando realizzo un sito?
Quando realizzo un sito parto dalle pagine, non dalle foto: per ogni sezione decido cosa deve capire chi guarda, e solo dopo quale immagine lo mostra. Poi guardo il materiale che il cliente ha già, segnalo cosa manca e consiglio, sezione per sezione, se serve una foto vera, un’immagine d’archivio o un’illustrazione.
Le immagini d’archivio che uso hanno sempre una licenza, e tengo traccia della provenienza di ogni immagine del sito. Quando rifaccio un sito vecchio, le foto di origine incerta le segnalo prima di rimetterle online. Su tutte curo la coerenza di luce, toni e tagli. Un’immagine generata resta un’illustrazione: non prende il posto di uno spazio, di un prodotto o di una persona veri.
Foto e testi nascono insieme alla struttura delle pagine: come lavoro dalla prima conversazione alla messa online lo trovi nella pagina sulla realizzazione siti web a Roma, e il lavoro sulle parole nell’articolo sui testi del sito. Se stai preparando un sito nuovo e non sai quali foto ti servono, raccontami la tua attività e cosa hai già.
Domande frequenti
Le risposte più richieste
Sì, per molte sezioni vanno bene: lavori finiti, dietro le quinte, novità, dettagli. Contano la luce, un’inquadratura pulita e la coerenza con il resto del sito. Per la testata della home, i ritratti e gli spazi, che sono le immagini guardate di più, la differenza di un fotografo si vede. Spesso la soluzione è mista: un servizio per le foto principali e quelle del telefono per aggiornare il sito nel tempo.
Google non tratta le foto d’archivio come un errore. Un’immagine aiuta una pagina quando è pertinente, leggera e accompagnata da una descrizione che dice cosa mostra. Il limite è un altro: una foto che compare uguale su tanti siti non racconta niente della tua attività, e non ti dà le occasioni di farti trovare che offrono le foto vere del tuo locale, dei tuoi prodotti e del tuo lavoro.
Dipende da cosa mostra. Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale chiede di dichiararlo quando l’immagine somiglia a persone, oggetti, luoghi o fatti reali e può far credere di essere autentica. Per un’illustrazione chiaramente grafica il problema non si pone. Al di là della norma, sul sito di un’attività conviene essere trasparenti sempre: chi scopre da solo che una foto era inventata si fida meno anche del resto.
Sì, se sai da dove vengono e hai il diritto di usarle. Le foto scattate da te, o da un fotografo con un accordo chiaro, si possono riportare nel sito nuovo, preparate di nuovo per le misure giuste. Quelle di origine incerta, prese da internet o lasciate da un vecchio fornitore senza licenza, conviene sostituirle. Spesso poi le vecchie foto sono piccole o superate, e il sito nuovo è l’occasione per rifarle.
Sì, ed è una buona ragione per fare un servizio fotografico: le stesse immagini, tagliate nei formati giusti, servono al sito, ai social, alla scheda Google dell’attività e ai materiali stampati. Va solo verificato che l’accordo con il fotografo, o la licenza delle foto d’archivio, copra anche questi usi, in particolare la pubblicità a pagamento, che a volte è esclusa o va concordata a parte.
Si sceglie insieme. Tu conosci la tua attività e sai cosa vuoi mostrare; io so quale compito ha ogni sezione del sito e quale immagine lo svolge bene. Di solito propongo una selezione partendo da quello che hai, segnalo le foto che mancano o che non funzionano, e tu approvi. Le immagini d’archivio le scelgo io, con licenza, e te le mostro prima di inserirle nel sito.
