Approfondimento · Modelli di lavoro

Consulente digitale o agenzia: chi serve davvero alla tua attività

Un consulente ti aiuta a decidere cosa fare, un'agenzia lo fa al posto tuo: in teoria è semplice, nella pratica i confini si mescolano. Qui metto a confronto i due modelli di lavoro, cosa compri con ciascuno, i rischi tipici e i momenti in cui ti serve l'uno o l'altro.

Aggiornato ottobre 202610 min di letturaMartina Tempesta

«Mi serve qualcuno che mi dica cosa fare, o qualcuno che lo faccia?» È la domanda giusta, e quasi nessuno se la pone prima di cercare aiuto. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma con MarTe Graphics: dal 2013 lavoro con attività e professionisti su siti, visibilità e campagne. Ho visto funzionare tutti e due i modelli, e li ho visti fallire per lo stesso motivo: erano stati scelti senza sapere cosa serviva.

In breve: un consulente digitale analizza, consiglia e ti aiuta a decidere, ma il lavoro lo esegui tu o qualcun altro. Un’agenzia esegue: sito, campagne, social, contenuti. Il consulente serve quando non sai cosa fare o vuoi un parere esterno; l’agenzia quando sai cosa serve e ti mancano tempo e competenze per farlo. Esiste anche una via di mezzo: un professionista che consiglia ed esegue, con un solo interlocutore.

I due modelli

Che differenza c’è tra un consulente digitale e un’agenzia?

La differenza sta in quello che ricevi alla fine. Un consulente digitale ti consegna decisioni: un’analisi della situazione, un piano con le priorità, un parere su quello che stai facendo. Un’agenzia ti consegna lavoro fatto: un sito online, campagne attive, contenuti pubblicati. Il primo ti aiuta a scegliere la strada, la seconda la percorre per te.

Aspetto Consulente digitale Agenzia
Cosa ricevi Analisi, piano, pareri Sito, campagne, contenuti realizzati
Chi esegue Tu, il tuo personale o altri fornitori L’agenzia, con le sue persone
Come si paga, di solito Per il tempo o per un lavoro definito A progetto o con un canone di gestione
Punto di forza Uno sguardo esterno sulle priorità Ti toglie il lavoro dalle mani
Rischio tipico Un piano che nessuno mette in pratica Ti vende quello che sa produrre
Quando ha senso Hai chi esegue, ti manca la direzione Sai cosa serve, ti mancano tempo e mani

Le parole, però, non bastano a capire chi hai davanti. Ci sono consulenti che eseguono una parte del lavoro e agenzie che vendono anche consulenza; per questo conviene guardare cosa c’è scritto nella proposta, più che l’etichetta.

Cosa paghi

Cosa compri davvero con ciascuno dei due?

Con un consulente compri tempo di ragionamento: qualcuno che guarda la tua attività da fuori, mette in ordine le priorità e ti dice cosa fare prima, cosa dopo e cosa lasciare stare. Con un’agenzia compri esecuzione: ore di lavoro tecnico e creativo, persone che costruiscono, pubblicano e gestiscono al posto tuo. Le due cose hanno valore, ma risolvono problemi diversi.

Il valore della consulenza si vede in quello che eviti: una campagna partita su un sito che non converte, un rifacimento fatto quando bastava sistemare, un canale aperto e poi lasciato fermo. Il valore dell’agenzia si vede in quello che trovi fatto, e nel tempo che ti resta per il tuo lavoro. Una consulenza su un tema preciso, come la visibilità su Google o le campagne a pagamento, ha confini chiari: ne parlo negli articoli sulla consulenza SEO e su quando serve un consulente Google Ads.

La scelta

Quando ti serve un consulente e quando un’agenzia?

Ti serve un consulente quando non sai da dove partire, quando i risultati non arrivano e non capisci perché, o quando hai già persone che eseguono e manca qualcuno che decida la direzione. Ti serve un’agenzia quando sai cosa vuoi ottenere, il lavoro da fare è chiaro e ti mancano il tempo o le competenze per farlo tu.

Ti serve un consulente se

  • Hai sito, social e pubblicità, ma nessuno ti dice cosa funziona.
  • Devi scegliere fra più proposte e non sai come confrontarle.
  • Hai un collaboratore interno che esegue e gli manca una guida.
  • Vuoi un parere esterno sul lavoro di un fornitore che già hai.

Ti serve un’agenzia se

  • Devi fare o rifare il sito, e sai a cosa deve servire.
  • Vuoi campagne o social gestiti con continuità, non a ondate.
  • Il tuo tempo vale di più se lo dedichi ai clienti.
  • Ti servono più competenze insieme: grafica, testi, tecnica, pubblicità.

Se il dubbio è un altro, cioè da quale canale partire con poche risorse, il ragionamento sulle priorità lo trovi nell’articolo su sito, pubblicità o social: da cosa iniziare con un budget limitato.

I rischi

Quali sono i rischi tipici dei due modelli?

Il rischio tipico del consulente è il piano che resta nel cassetto: un documento ben fatto che nessuno ha il tempo o le competenze per mettere in pratica. Il rischio tipico dell’agenzia è il conflitto di interessi: chi vende siti tende a proporti un sito nuovo, chi vende campagne tende a proporti più budget, anche quando il problema sta altrove.

Ci sono poi rischi comuni ai due modelli. Il primo è la dipendenza: accessi, profili e dati che restano nelle mani del fornitore, così il giorno in cui vuoi cambiare devi ricominciare da capo. Prima di iniziare con chiunque, verifica cosa deve essere intestato a te fra dominio, hosting ed email; se è già successo, cosa recuperare e in che ordine lo spiego nell’articolo su cosa fare se il web designer è sparito. Il secondo è il rapporto mediato: nelle strutture più grandi parli con chi gestisce il cliente, mentre il lavoro lo fa qualcun altro che non hai mai sentito.

Un consiglio praticoQualunque modello scegli, chiedi che ogni proposta si chiuda con un elenco di cose verificabili: cosa ricevi, entro quando, come si misura se ha funzionato. Una consulenza o un servizio che non dice cosa lascia in mano a te è difficile da valutare, prima e dopo.

La terza strada

Esiste una via di mezzo fra consulente e agenzia?

Sì: un professionista che consiglia ed esegue, seguendo di persona il lavoro dall’analisi alla realizzazione. È il modello di molti studi piccoli e dei professionisti indipendenti. Il vantaggio è che chi ti consiglia conosce i limiti reali di quello che propone, perché poi lo deve fare; il limite è che le competenze di una persona hanno un perimetro.

Per un’attività locale è spesso la soluzione più comoda: un solo interlocutore, che conosce il sito, i social e le campagne e le fa lavorare insieme. Funziona se il professionista dice con chiarezza dove finisce il suo mestiere e cosa va affidato ad altri, per esempio un fotografo o un legale. Se stai valutando una struttura più grande, i criteri per giudicarla li trovi nella guida su come scegliere a chi affidare il sito.

La domanda giusta riguarda il lavoro che serve oggi alla tua attività. Il nome di chi lo fa viene dopo.

Il punto di partenza

Come capisci di cosa ha bisogno oggi la tua attività?

Lo capisci rispondendo con sincerità a poche domande: sai cosa non funziona, o vedi solo che i clienti non arrivano? Hai qualcuno, dentro o fuori, che può eseguire? Quanto tempo puoi dedicare tu, ogni mese? Se le risposte sono vaghe, ti serve prima chiarezza, cioè consulenza; se sono chiare, ti serve qualcuno che esegua.

Le domande da farti prima di cercare aiuto

  • Da dove arrivano oggi i miei clienti, e lo so davvero o lo suppongo?
  • Il problema è che non mi trovano, o che mi trovano e non mi scelgono?
  • Ho già persone o fornitori che possono mettere in pratica un piano?
  • Quanto tempo posso dedicare io, fra approvazioni, foto, testi e risposte?
  • Ho gli accessi a sito, dominio, social e campagne, intestati a me?
  • Cosa considero un risultato: più chiamate, più prenotazioni, più vendite?

Già scrivere queste risposte su un foglio cambia la conversazione con qualunque professionista: gli dai un punto di partenza, e puoi valutare le proposte su quello. Se fra le risposte c’è «i social non portano nessuno», le domande specifiche da fare le ho raccolte nell’articolo su come capire se i tuoi social portano clienti.

Il metodo

Come lavoro io, fra consulenza e realizzazione?

Lavoro nel modello di mezzo: ascolto, analizzo e consiglio, poi realizzo io quello che serve, dal sito alla visibilità su Google, dalle campagne alle email e ai social. Il primo passo è sempre capire da dove arrivano i tuoi clienti e cosa non funziona; solo dopo propongo cosa fare, in che ordine e cosa può aspettare.

Il mio lavoro principale è la realizzazione siti web a Roma, e il sito resta il centro di tutto il resto: è il posto dove le persone arrivano e diventano contatti. Intorno costruisco, quando serve, quello che porta persone e le segue dopo il primo contatto. Per quello che esce dal mio mestiere te lo dico subito, e ti indico a chi rivolgerti.

Il sistema completo, con il sito al centro e i servizi che ci lavorano intorno, è descritto nella pagina sul web marketing per aziende. Se non sai ancora se ti serve un parere o un lavoro fatto, raccontami la tua attività e cosa non funziona.

Domande frequenti

Le risposte più richieste

Alcuni sì, altri no, ed è la prima cosa da chiedere. Ci sono consulenti che fanno solo analisi e piani, e consulenti che hanno anche un mestiere tecnico, come la realizzazione dei siti o la gestione della pubblicità, e possono eseguire una parte del piano. Il vantaggio è che chi consiglia conosce i limiti reali di quello che propone; il rischio è che consigli soprattutto quello che sa fare.

Il consulente si paga di solito per il tempo o per un lavoro definito: una giornata di analisi, un piano, un affiancamento di qualche mese. L’agenzia si paga per il progetto realizzato o con un canone per la gestione continuativa. In tutti e due i casi conta che il preventivo dica cosa ricevi alla fine: un documento, un sito online, i contenuti pubblicati, un resoconto mensile. Senza questo, le due proposte non si confrontano.

Sì, ed è un uso molto sensato della consulenza: un parere esterno su campagne, sito o social gestiti da altri, da parte di chi non ha interesse a vendere l’esecuzione. Funziona se l’agenzia condivide dati e accessi in lettura, e se il controllo serve a migliorare il lavoro più che a cercare colpe. Se quegli accessi non li hai tu, è il primo punto da sistemare.

Aiuta, ma conta meno di quanto sembri. Chi conosce il settore parte più veloce e sa quali errori evitare; chi viene da fuori a volte vede cose che nel settore nessuno nota più. Conta di più che sappia fare le domande giuste sulla tua attività, che ti mostri lavori simili per dimensione e tipo di clientela e che ti spieghi il perché delle sue proposte.

Poche cose, ma chiare: da dove arrivano oggi i tuoi clienti, cosa vendi di più e cosa vorresti vendere, l’elenco degli strumenti che usi, come sito, scheda Google, social e pubblicità, con i relativi accessi, e un’idea del tempo che puoi dedicarci. Più sono precise queste informazioni, più la consulenza diventa concreta e meno resta un discorso generale.

Dipende dal problema. Una domanda precisa, come capire perché le campagne non portano richieste, si chiude con un’analisi e un incontro. Un cambiamento più grande, come rivedere tutta la presenza online di un’attività, richiede un affiancamento nel tempo, perché le decisioni si verificano solo dopo averle messe in pratica. Una consulenza che va avanti senza obiettivi né verifiche, invece, va rivista.

Martina TempestaWeb designer a Roma, titolare di MarTe Graphics. Dal 2013 progetto siti per studi professionali, aziende e attività locali.