La GEO, sigla inglese di ottimizzazione per i motori generativi, è il lavoro che rende un sito comprensibile e citabile dagli assistenti AI come ChatGPT, Gemini e le risposte AI di Google. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma dal 2013 con MarTe Graphics, e in una consulenza GEO guardo da vicino come quegli assistenti parlano, o non parlano, della tua attività. Cos’è la GEO in generale lo spiego nella guida alla GEO; qui racconto il servizio.
In breve: una consulenza GEO parte dalle domande che i tuoi clienti fanno agli assistenti AI, controlla chi viene citato e cosa si dice di te, poi analizza il sito e le altre fonti da cui le AI prendono le informazioni. Alla fine ricevi un documento con le priorità, e da lì la consulenza prosegue con la gestione del sito nel tempo, che serve a mantenere la presenza nelle risposte. Nessuno può prometterti di essere citato: si può rendere il sito leggibile, coerente e raggiungibile, e misurare nel tempo cosa cambia.
Cos’è una consulenza GEO e quando ti serve?
Una consulenza GEO è un’analisi di come gli assistenti AI rispondono quando qualcuno cerca un’attività come la tua, e di cosa manca al sito e alle altre fonti perché ti nominino in modo corretto. Ti serve quando i clienti ti raccontano di aver chiesto a ChatGPT, quando un concorrente compare nelle risposte e tu no, o prima di rifare il sito.
La consulenza fotografa la situazione di oggi, ma le risposte delle AI cambiano: i concorrenti aggiornano i loro siti, gli assistenti rileggono le fonti, le informazioni invecchiano. Per mantenere la presenza nelle risposte, alla consulenza affianco la gestione del sito nel tempo: contenuti aggiornati, dati coerenti fra sito, scheda su Google e altre fonti, e controlli periodici con le stesse domande. La consulenza GEO si può anche abbinare a quella SEO, perché le basi sono in buona parte le stesse.
Il momento più utile è prima di un rifacimento. Progettare un sito nuovo pensando già a come lo leggono le AI è più semplice che correggerlo dopo, quando pagine e indirizzi sono già stati decisi.
Da quali domande parte l’analisi?
L’analisi parte dalle domande che i tuoi clienti fanno davvero: il servizio con la città, il problema da risolvere, il confronto fra due soluzioni, la richiesta di un consiglio. Le preparo insieme a te nel primo incontro, poi le pongo a più assistenti, ripetendole a distanza di tempo, e ogni volta annoto chi viene nominato e da quali siti arriva l’informazione.
Le domande contano più degli strumenti. Un’attività che lavora su appuntamento in un quartiere e un’azienda che serve tutta la provincia ricevono domande diverse, e la stessa domanda scritta in due modi può dare risposte diverse. Per questo le domande si scrivono partendo dal tuo lavoro e dalle parole che usano i tuoi clienti.
Cosa annoto per ogni domanda
- Se la tua attività viene nominata, e in che punto della risposta.
- Chi viene nominato al posto tuo.
- Quali siti l’assistente indica come fonte.
- Se le informazioni su di te sono giuste: servizi, zona, orari, contatti.
- Come cambia la risposta da un assistente all’altro.
Le risposte delle AI cambiano anche a parità di domanda, quindi una prova sola dice poco. Conta il quadro che emerge ripetendo le stesse domande: se compari, se compari sempre o a volte, e con quali informazioni. Quali segnali rendono un sito citabile lo spiego nell’articolo su come fare in modo che ChatGPT citi il tuo sito.
Cosa guardo del sito e di quello che si dice di te in rete?
Del sito guardo se gli assistenti possono raggiungerlo e leggerlo, se ogni servizio ha una pagina chiara, se le informazioni essenziali sono scritte in modo che una macchina le capisca, e se Google ha le pagine nel suo archivio. Fuori dal sito guardo la scheda su Google, le recensioni e gli altri siti che parlano di te, perché le risposte delle AI li usano spesso come fonti.
Sul sito
- Se lascia entrare i programmi con cui gli assistenti leggono le pagine.
- Le pagine che Google non ha in archivio, invisibili anche alle sue risposte AI.
- Servizi, zona e contatti scritti in chiaro, senza nasconderli nelle immagini.
- Risposte dirette alle domande dei clienti.
- I dati strutturati, cioè le informazioni che dicono a Google e alle AI chi sei e cosa fai.
Fuori dal sito
- La scheda dell’attività su Google, completa e aggiornata.
- Le recensioni e le risposte che hai dato.
- Elenchi di settore, associazioni e giornali di zona che ti nominano.
- Nome, indirizzo e telefono uguali dappertutto.
Il primo punto è quello che si dimentica più facilmente: capita che un sito, per una vecchia impostazione o per un servizio di protezione, chiuda la porta proprio ai programmi delle AI. OpenAI lo scrive nella sua documentazione: i siti che escludono il programma con cui ChatGPT cerca sul web non vengono mostrati nelle risposte della sua ricerca, e possono comparire solo come semplici link.
Il controllo delle pagine in archivio vale per Google come per le sue risposte AI: cos’è e come si verifica lo spiego nell’articolo sull’indicizzazione di un sito. La guida per gli assistenti chiamata llms.txt è una rifinitura che valuto insieme al resto, e cosa fa davvero lo trovi nell’articolo sul file llms.txt. La parte tecnica, dai dati strutturati alle impostazioni di accesso, la gestisco io, sia sui siti che realizzo sia su quelli fatti da altri.
Cosa ti consegno, e chi fa poi gli interventi?
Alla fine ti consegno un documento scritto senza gergo: le domande provate e cosa hanno risposto gli assistenti, chi viene citato e da quali fonti, cosa manca al sito e fuori, e gli interventi in ordine di priorità. Da lì parte la gestione del sito nel tempo, in cui faccio gli interventi tecnici e ripeto i controlli con le stesse domande.
Una parte del lavoro la può fare chi conosce bene l’attività: completare la scheda su Google, rispondere alle recensioni, scrivere le risposte alle domande che i clienti fanno sempre. Altri interventi sono lavoro tecnico, come le impostazioni di accesso al sito, i dati strutturati o il riordino delle pagine, e li seguo io; nel documento lo indico accanto a ciascuno.
La gestione serve a non perdere quello che si è costruito. Le risposte degli assistenti si aggiornano con le fonti, e un sito fermo, con un orario vecchio, un servizio nuovo mai descritto o dati che non coincidono più con la scheda su Google, rischia di uscirne. Per questo, dopo la consulenza, tengo aggiornati i contenuti, controllo che i dati siano coerenti dappertutto e ripeto a intervalli regolari le stesse domande sugli assistenti, per accorgermi in tempo di un cambiamento.
Prima le informazioni sbagliateSe un assistente dà un orario vecchio o un servizio che non fai più, spesso l’errore viene da una fonte che si può aggiornare: la scheda su Google, un elenco di settore, una pagina del sito dimenticata. Sono le prime correzioni da fare, perché lavorano contro di te.
Cambia qualcosa fra le risposte di Google e quelle di ChatGPT?
Cambia la strada con cui le informazioni arrivano nella risposta. Per le risposte AI della Ricerca, Google dichiara che non ci sono requisiti aggiuntivi: la pagina deve essere nel suo archivio e idonea a comparire con un’anteprima di testo. ChatGPT, quando cerca sul web, usa un suo programma per leggere i siti, e chi lo blocca resta fuori dalle risposte della sua ricerca.
| Aspetto | Risposte AI di Google | ChatGPT |
|---|---|---|
| Da dove prende le pagine | Dall’archivio della Ricerca Google | Dalla sua ricerca sul web |
| Cosa serve per entrarci | Pagina in archivio, mostrabile con anteprima | Sito aperto al suo programma di ricerca |
| File o dati speciali | Google dice che non servono | Nessuno indicato da OpenAI |
| Come misuri | Search Console, con le altre visite | Domande di prova ripetute nel tempo |
Per questo una consulenza GEO non parte da zero se il sito ha già lavorato bene su Google: buona parte delle basi è comune, e Google scrive che per le sue risposte AI non servono file speciali né dati strutturati particolari. Le differenze stanno negli altri assistenti e nelle fonti esterne. Il lato Google lo approfondisco nell’articolo su cosa decide la posizione di un sito su Google, mentre l’analisi completa del sito per la Ricerca la racconto nell’articolo sulla consulenza SEO.
Consulenza GEO, consulenza SEO e gestione del sito nel tempo fanno parte del lavoro che seguo per farti trovare su ChatGPT e sull’AI di Google, anche su siti che non ho realizzato io.
Cosa può promettere, onestamente, una consulenza GEO?
Può prometterti una fotografia fedele di come gli assistenti parlano di te oggi, un elenco di interventi in ordine di priorità e un metodo per misurare cosa cambia. Non può prometterti di essere citato: le risposte le compone l’assistente, cambiano nel tempo e dipendono anche da fonti che nessuno controlla. Né Google né OpenAI promettono un posto nelle loro risposte.
Cosa posso prometterti
- Ti mostro cosa rispondono oggi gli assistenti alle domande dei tuoi clienti.
- Ti dico cosa manca al sito e alle fonti esterne, in ordine.
- Ti spiego cosa fa ogni intervento prima di farlo.
- Nella gestione del sito ripeto le stesse domande nel tempo, per confrontare.
Cosa non può prometterti nessuno
- Di comparire in una risposta precisa.
- Di essere nominato per primo, o sempre.
- Che un assistente non cambi il modo di scegliere le fonti.
- Una data da cui inizierai a essere citato.
Chi ti promette un posto fisso nelle risposte di ChatGPT ti promette una cosa che non controlla.
Diffida delle statistiche impressionanti senza una fonte, dei pacchetti che promettono un numero di citazioni e di chi vende un singolo file come se bastasse. Se vuoi sapere cosa rispondono oggi gli assistenti quando i tuoi clienti cercano un’attività come la tua, raccontami il tuo lavoro e le domande che ti fanno più spesso.
Domande frequenti
Le risposte più richieste
Se il sito ha problemi seri su Google, come pagine fuori dall’archivio o servizi senza una pagina, conviene partire da lì, perché quelle basi servono anche alle risposte delle AI. Se su Google il sito va già bene, la consulenza GEO aggiunge quello che manca per gli assistenti. Le due analisi si possono anche fare insieme, così le priorità restano in un solo elenco.
Dipende da quale programma blocchi. OpenAI distingue quello che serve alla ricerca di ChatGPT da quello che raccoglie testi per addestrare i suoi modelli, e i due si gestiscono separatamente. Secondo la sua documentazione, se escludi il programma della ricerca il sito non viene mostrato nelle risposte di ChatGPT e può comparire solo come link. Escludere l’addestramento, invece, non toglie il sito dalla ricerca.
Si misura ripetendo le stesse domande, sugli stessi assistenti, a distanza di tempo, e guardando la tendenza invece della singola risposta. Conta quante volte compari, con quali informazioni e accanto a chi. Per le risposte AI di Google c’è un dato in più: secondo Google i clic che arrivano da lì finiscono nel rapporto sul rendimento di Search Console, insieme alle altre visite dalla Ricerca.
Si possono correggere le fonti da cui nasce la risposta; la risposta in sé la compone l’assistente. Spesso l’errore viene da un’informazione vecchia: una scheda su Google con l’orario precedente, un elenco di settore mai aggiornato, una pagina del sito dimenticata. Cosa curare nella scheda lo spiego nella guida alla scheda Google Business. Sistemate le fonti, serve tempo perché gli assistenti se ne accorgano, e il controllo va ripetuto.
Mi servono l’indirizzo del sito, l’elenco dei servizi in ordine di importanza e le domande che i clienti ti fanno più spesso, con le parole che usano. Se ci sono, mi servono anche l’accesso a Search Console e alla scheda su Google come collaboratore, senza condividere le tue password. Ricevo su appuntamento, anche in videochiamata, e il primo incontro serve a scrivere insieme le domande da provare.
Non ho un listino fisso: cambia con il numero di servizi e di zone da controllare, con quanti assistenti si provano e con lo stato del sito. Dopo una prima conversazione ti preparo un preventivo chiaro, che dice cosa analizzo, cosa ricevi alla fine e come prosegue la gestione del sito nel tempo, con gli interventi e i controlli periodici che servono a restare nelle risposte.
