Approfondimento · Posizionamento su Google

Posizionamento su Google: perché i concorrenti ti stanno sopra e come si sale

Il tuo sito c'è e compare su Google, ma sempre sotto gli stessi concorrenti. Qui ti spiego cosa decide quell'ordine, perché gli altri stanno sopra e com'è fatto un percorso serio per salire: con quali priorità, in quanto tempo e guardando quali numeri.

Aggiornato ottobre 202610 min di letturaMartina Tempesta

Chi mi chiede di migliorare il posizionamento su Google di solito ha già fatto la prova: scrive il suo servizio con il nome della città e trova prima due o tre concorrenti, poi, più in basso, sé stesso. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma dal 2013 con MarTe Graphics, e quando seguo il posizionamento di un sito parto proprio da quella ricerca e da chi ti sta sopra.

In breve: su Google stai sotto i concorrenti quando le loro pagine rispondono meglio alla ricerca, sono più conosciute in rete o sono più comode da leggere, oppure quando la tua pagina per quel servizio non esiste. Per salire si lavora per priorità: prima ciò che blocca, poi le ricerche già vicine alla prima pagina, poi i contenuti che mancano. I tempi si contano in mesi, e la prima posizione non può promettertela nessuno.

Il punto di partenza

Perché i concorrenti stanno sopra di te su Google?

I concorrenti stanno sopra di te quando Google giudica le loro pagine più adatte a quella ricerca: perché parlano proprio del servizio cercato, perché altri siti le citano, perché si leggono meglio da telefono, o perché la tua pagina su quel servizio manca del tutto. Quasi sempre la causa è una combinazione, e cambia da una ricerca all’altra.

Il primo istinto è guardare il sito del concorrente e pensare che vinca perché è più bello. Può capitare il contrario: chi sta in alto ha un sito semplice, con una pagina per ogni servizio, titoli che dicono cosa fa e dove, e una scheda su Google curata da anni. Su Google conta prima di tutto la risposta alla domanda di chi cerca; l’aspetto viene dopo.

Per questo il confronto si fa ricerca per ricerca. Sul servizio principale con il nome della città può vincere un concorrente, su un servizio più raro un altro, e su una terza ricerca puoi essere già tu in testa senza saperlo. Come si guarda il lavoro degli altri senza copiarlo lo spiego nell’articolo su come vedere cosa fanno meglio i concorrenti della tua zona.

I criteri

Cosa decide la posizione di un sito su Google?

Google spiega che, per ordinare i risultati, guarda cinque aspetti: il significato della ricerca, cioè cosa vuole davvero chi scrive; la pertinenza delle pagine; la loro qualità, che valuta anche con i link da altri siti; l’usabilità, compresa la velocità da telefono; e il contesto di chi cerca, a partire dal luogo in cui si trova.

I cinque aspetti che Google dichiara di guardare

  • Significato: cosa intende chi cerca, anche quando scrive poche parole o sbaglia a scriverle.
  • Pertinenza: se la pagina parla davvero di quel servizio, con le parole che usano i clienti.
  • Qualità: segnali di competenza e affidabilità, come i link da siti conosciuti del settore o della zona.
  • Usabilità: se la pagina si apre in fretta e si legge bene, anche da telefono.
  • Contesto: dove si trova chi cerca, cosa ha cercato prima, le sue impostazioni.

Nella stessa spiegazione Google precisa che nessuno può pagarlo per avere una posizione più alta nei risultati: gli annunci compaiono a parte, con l’etichetta «Sponsorizzato». Sui primi quattro aspetti si può lavorare, sul quinto no. Il contesto spiega anche perché tu, dal tuo telefono, vedi il sito in una posizione diversa da quella che vede un cliente dall’altra parte della città: ne parlo nell’articolo su cosa fare quando il sito non compare su Google.

Prima di tutto questo c’è una condizione: la pagina deve essere nell’archivio di Google. Se non c’è, non entra nemmeno nella gara. Cos’è e come si controlla lo spiego nell’articolo sull’indicizzazione di un sito.

Una pagina per ogni servizioUn solo elenco di servizi in una pagina sola compete male con chi ha una pagina dedicata a ciascuno, con il suo titolo e le risposte alle domande dei clienti. È uno dei primi punti che controllo quando guardo un sito.

La zona

Nelle ricerche con la città conta di più il sito o la scheda?

Nelle ricerche con la città, o fatte vicino all’attività, Google mostra spesso una mappa con alcune attività prima dei risultati classici. Quella mappa dipende soprattutto dalla scheda dell’attività su Google, mentre i risultati sotto dipendono dal sito. Sono due classifiche diverse: puoi essere in alto in una e lontano nell’altra, e conviene curarle tutte e due.

Per la mappa Google indica tre fattori: pertinenza, distanza ed evidenza. La distanza non la scegli, perché dipende da dove si trova chi cerca. Pertinenza ed evidenza invece si costruiscono: categorie giuste, servizi descritti, foto vere, recensioni con le tue risposte, e un sito coerente con la scheda. Cosa conta voce per voce lo spiego nella guida per ottimizzare la scheda Google Business, e il quadro completo per chi lavora in città nella guida alla SEO locale per aziende a Roma.

Le due classifiche si aiutano a vicenda. Un sito che descrive bene servizi e zone rende la scheda più credibile, e una scheda con recensioni vere porta persone che poi aprono il sito. Lavorare su una sola delle due di solito lascia a metà il risultato.

Il metodo

Com’è fatto un percorso per salire su Google?

Un percorso per salire su Google parte da una diagnosi e procede per priorità: prima si tolgono gli ostacoli che impediscono alle pagine di competere, poi si lavora sulle ricerche in cui sei già vicino alla prima pagina, poi si creano i contenuti che mancano e si rafforzano i segnali esterni. Ogni passo si misura prima di passare al successivo.

La diagnosi è il primo passo, e da sola può bastare se hai già qualcuno che mette mano al sito: come si svolge, cosa ti chiedo e cosa ricevi lo racconto nell’articolo su cosa succede in una consulenza SEO, dal primo incontro al documento finale. Qui guardo cosa viene dopo, quando il lavoro prosegue nel tempo.

  • Gli ostacoliPagine che Google non legge, doppioni che si contendono la stessa ricerca, titoli generici, lentezza da telefono. Finché restano, il resto rende poco.
  • Le ricerche già vicineQuelle in cui compari in seconda o terza pagina sono di solito le più rapide da far salire, perché Google ti considera già pertinente.
  • I contenuti che mancanoUn servizio senza la sua pagina, una domanda dei clienti senza risposta, una zona in cui lavori e che il sito non nomina mai.
  • I segnali esterniLa scheda su Google, le recensioni, i siti di settore e di zona che parlano di te. Si costruiscono più lentamente, e durano di più.

L’ordine conta più della quantità. Dieci articoli nuovi su un sito con pagine bloccate o doppie producono poco: Google li trova male, e spesso li mette in concorrenza con le pagine che c’erano già. Se invece stai per rifare il sito, il percorso comincia dal proteggere le pagine che portano visite: cosa succede quando non lo si fa lo spiego nell’articolo sul calo su Google dopo un sito nuovo.

Sul posizionamento rende di più un intervento nel punto giusto che dieci interventi sparsi.

I tempi

Quanto tempo serve per salire nei risultati?

Servono mesi, e il numero esatto nessuno può dirlo in anticipo. Google stesso scrive, nella sua guida introduttiva, che alcune modifiche vengono recepite in poche ore e altre richiedono diversi mesi, e consiglia di aspettare alcune settimane prima di giudicare se un intervento ha funzionato. Il resto dipende dal settore, dalla concorrenza in zona e dal punto di partenza del sito.

Tre cose allungano i tempi più di tutte: un settore affollato in città, un sito giovane che Google conosce ancora poco, e interventi fatti a pezzi senza un ordine. Li accorcia, invece, partire dalle ricerche in cui sei già vicino alla prima pagina: lì a volte basta sistemare una pagina per vedere un movimento.

Nella stessa guida Google aggiunge che non tutte le modifiche hanno un effetto visibile sui risultati. Per questo un percorso serio prova, misura e corregge, invece di accumulare interventi sperando che qualcuno funzioni.

I numeri

Cosa si misura, mese dopo mese?

Si misurano tre cose, in quest’ordine: per quali ricerche il sito compare e in che posizione media, quante persone cliccano, e quante di queste diventano una telefonata, un messaggio o una richiesta di preventivo. I primi due numeri li dà Search Console, lo strumento con cui Google mostra al proprietario i dati del suo sito; il terzo si misura sul sito.

Cosa misuri Cosa ti dice Cosa non ti dice
Quante volte compari Per quali ricerche Google ti mostra Se chi ti vede è un cliente possibile
Posizione media Se stai salendo su quella ricerca Cosa vede chi cerca da un’altra zona
Clic Se il titolo convince a entrare Se la pagina convince a contattarti
Richieste dal sito Se il lavoro porta clienti Quanto pesano stagione e passaparola

La posizione media va letta con calma: è una media fra tante ricerche, luoghi e dispositivi, e oscilla da una settimana all’altra. Conta la tendenza su più mesi, ricerca per ricerca. Il numero che chiude il discorso resta l’ultimo: un sito che sale e non porta richieste ha un problema di pagina, di offerta o di contatto, e va guardato lì.

Le promesse

Cosa ti posso promettere, e cosa no?

Posso prometterti un lavoro ordinato e trasparente: una diagnosi scritta, priorità chiare, interventi spiegati prima di farli e dati mostrati ogni volta, anche quando non sono buoni. Non posso prometterti una posizione precisa, né una data in cui la raggiungerai. Lo scrive anche Google: non ci sono segreti per arrivare in automatico alla prima posizione.

Cosa posso prometterti

  • Ti dico cosa frena il sito, in ordine di importanza.
  • Ti spiego ogni intervento prima di farlo.
  • Ti mostro i dati di Search Console, anche quando non salgono.
  • Proteggo le pagine che già portano visite.
  • Uso solo interventi che rispettano le regole di Google.

Cosa non può prometterti nessuno

  • La prima posizione su una ricerca.
  • Una data in cui arriverai in alto.
  • Che un concorrente non lavori meglio nel frattempo.
  • Che Google non cambi i suoi criteri.

Chi promette il primo posto entro una data di solito usa scorciatoie, come i link comprati per migliorare la posizione, che Google considera spam: le sue norme avvertono che i siti che le violano possono finire più in basso nei risultati o non comparire affatto. Il rischio lo corre il tuo sito, non chi ha fatto la promessa.

Il servizio completo, dall’analisi alla misura dei risultati, lo descrivo nella pagina sulla SEO a Roma per attività e professionisti.

Il posizionamento su Google è una metà del lavoro che seguo per farti trovare su ChatGPT e sull’AI di Google; l’altra metà riguarda le risposte degli assistenti, ed è il tema della consulenza GEO per comparire nelle risposte delle AI. Se vuoi capire perché gli altri ti stanno sopra, mandami l’indirizzo del sito e le ricerche che ti interessano.

Domande frequenti

Le risposte più richieste

Perché la posizione non è un numero fisso. Google adatta i risultati a chi cerca, al luogo, al dispositivo e a quello che ha cercato prima, e aggiorna di continuo il suo archivio. Anche i concorrenti cambiano le loro pagine. Per questo le oscillazioni di qualche posizione sono normali: conta la tendenza su più settimane, guardata ricerca per ricerca in Search Console.

Per un’attività locale di solito rendono di più quelle precise: il servizio con la zona, un problema specifico, una domanda che i clienti fanno davvero. Le ricerche generiche sono affollate e portano anche persone che cercano altro. Una ricerca precisa porta meno visite, ma chi la scrive sa già cosa vuole, ed è più vicino a chiamarti.

Non da un giorno all’altro. Le posizioni costruite su pagine solide e segnali veri tendono a reggere, ma nel tempo i concorrenti aggiornano i loro siti e Google cambia i suoi criteri, quindi un sito fermo per anni di solito scivola piano piano. Dopo un percorso intenso può bastare un controllo periodico, per accorgersi in tempo di un calo e capirne la causa.

No, e può farti scendere. Le norme di Google contro lo spam citano espressamente l’acquisto e la vendita di link fatti per migliorare la posizione, e avvertono che i siti che le violano possono finire più in basso o non comparire affatto. I link utili sono quelli che arrivano da siti veri del tuo settore o della tua zona, perché hanno un motivo per citarti.

Sì. Google spiega che per comparire come fonte nelle sue risposte generate dall’AI non ci sono requisiti aggiuntivi: la pagina deve essere nel suo archivio e idonea a comparire nella Ricerca. Le basi del posizionamento restano quindi le stesse. Cosa cambia per gli altri assistenti, ChatGPT compreso, lo spiego nell’articolo sulla consulenza GEO.

Non ho un listino fisso, perché dipende da quante ricerche e quanti servizi vuoi seguire, da quanto è affollato il tuo settore e da chi fa gli interventi sul sito. Di solito si parte da una diagnosi, poi ti propongo un preventivo per il lavoro nel tempo, con cosa faccio e cosa misuro. Puoi anche fermarti alla diagnosi e affidare gli interventi a chi segue già il sito.

Martina TempestaWeb designer a Roma, titolare di MarTe Graphics. Dal 2013 progetto siti per studi professionali, aziende e attività locali.