Approfondimento · Messa online

Il sito è pronto: cosa controllare prima di metterlo online

In anteprima tutto sembra funzionare, poi il sito va online e il modulo non arriva o Google non lo vede. Qui ti spiego cosa controllo prima di pubblicare un sito, e nei giorni dopo, e perché ognuno di questi controlli protegge i tuoi clienti.

Aggiornato ottobre 20269 min di letturaMartina Tempesta

Un sito appena finito sembra sempre pronto: le pagine ci sono, le foto sono al loro posto, in anteprima tutto funziona. Poi va online e scopri che il modulo manda le richieste a una casella che nessuno legge, o che Google non lo vede. Sono Martina Tempesta, web designer a Roma con MarTe Graphics dal 2013, e prima di pubblicare un sito passo sempre una serie di controlli. Qui ti spiego cosa controllo e perché, così sai cosa chiedere anche a chi ti sta facendo il sito.

In breve: prima di metterlo online un sito va controllato su cinque fronti: testi e informazioni, contatti e moduli, telefono, privacy e cookie, visibilità per Google. Nei giorni dopo si verifica che Google legga le pagine nuove e che le richieste arrivino. Quasi tutti questi controlli riguardano errori che chi ha costruito il sito, dopo settimane sulle stesse pagine, non vede più.

Il motivo

Perché un sito va controllato prima di pubblicarlo?

Un sito va controllato prima della pubblicazione perché gli errori che in anteprima passano inosservati, una volta online, costano clienti dal primo giorno: un modulo che non arriva, un numero sbagliato, una pagina che Google non vede, i vecchi indirizzi che finiscono in errore. Chi ha costruito il sito, dopo settimane sulle stesse pagine, molti di questi errori non li vede più.

C’è anche un secondo motivo: alcuni problemi non si vedono a occhio. Un sito può sembrare perfetto ed essere nascosto a Google, oppure caricare le statistiche prima che il visitatore abbia dato il consenso. Si scoprono solo cercandoli, e se non li cerca nessuno restano lì per mesi.

Per questo i controlli li faccio in un momento separato dalla costruzione, con occhi diversi: come un cliente che arriva per la prima volta, da telefono, e come Google che legge la pagina.

Testi e informazioni

Cosa controllo nei testi e nelle informazioni?

Controllo che ogni informazione pratica sia giusta e uguale ovunque: telefono, email, indirizzo, orari, partita IVA, nomi dei servizi. Poi cerco quello che resta della costruzione: testi di prova, pagine vuote, collegamenti che portano alla pagina sbagliata, immagini senza descrizione. Sono dettagli piccoli, ma chi arriva li nota e ne deduce quanto sei preciso nel tuo lavoro.

Quello che cerco pagina per pagina

  • Testi di prova o segnaposto rimasti in qualche angolo, spesso nel piè di pagina o nelle pagine meno visitate.
  • Telefono, orari e indirizzo diversi fra una pagina e l’altra, o diversi dalla scheda Google dell’attività.
  • Collegamenti che portano a pagine vecchie, a una pagina di prova o a niente.
  • Immagini senza la descrizione che serve a chi usa un lettore di schermo, e a Google per capire cosa mostrano.
  • Refusi nei titoli, dove si notano di più.
  • Pagine che esistono ma non si raggiungono da nessuna parte del sito.

La coerenza con la scheda Google conta più di quanto sembri: se il sito dice un orario e la scheda un altro, il cliente non sa a chi credere, e anche Google si trova con due versioni dello stesso dato. Come si cura la scheda lo spiego nell’articolo sulla scheda Google Business.

Contatti e moduli

Perché moduli e contatti vanno provati davvero?

Perché sono il punto in cui il sito porta clienti, e un modulo può sembrare funzionante anche quando le richieste non arrivano. Mando richieste di prova da telefono e da computer, controllo che arrivino alla casella giusta, che non finiscano fra la posta indesiderata e che chi scrive riceva una conferma. Lo stesso vale per il pulsante di chiamata, WhatsApp e la mappa.

Gli errori più comuni sono banali e costosi: le richieste vanno ancora all’indirizzo del vecchio fornitore, o a una casella che nessuno apre; il pulsante per chiamare porta a un numero con una cifra sbagliata; il modulo funziona da computer ma non da telefono. Il guaio è che nessuno se ne accorge, perché i clienti persi non telefonano per dire che il modulo non andava.

Se le email del sito finiscono nella posta indesiderata, le cause le trovi nell’articolo sulle email aziendali che finiscono nello spam; se invece il modulo riceve più spam che richieste vere, in quello sullo spam dal modulo contatti.

Da telefono

Perché il sito si controlla soprattutto da telefono?

Perché molte persone lo aprono da lì, soprattutto quando cercano un’attività vicina, mentre chi lo costruisce lo guarda quasi sempre da un computer. Da telefono controllo che il menu si apra, che i pulsanti si tocchino senza sbagliare, che i testi si leggano senza ingrandire e che la pagina si apra in fretta anche con una normale connessione mobile.

Lo provo su più dispositivi, perché la simulazione sul computer non mostra tutto: un pulsante coperto dal banner dei cookie, un menu che si chiude da solo, una foto che sposta il testo mentre carica. Google, poi, legge i siti come li vede uno smartphone, quindi quello che funziona male da telefono pesa anche lì.

La velocità la misuro prima di pubblicare, quando intervenire è più semplice. Cosa rallenta un sito lo racconto nell’articolo il tuo sito è lento?, e cosa succede quando da telefono si vede male in quello sul sito che non si vede bene da cellulare.

Privacy e cookie

Privacy e cookie: cosa deve essere a posto dal primo giorno?

Dal primo giorno servono l’informativa sulla privacy, quella sui cookie e un banner che chieda davvero il consenso: statistiche, pixel pubblicitari, video e mappe esterne devono partire solo dopo il sì del visitatore. Anche il modulo contatti deve dire chi riceve i dati e perché. Sono regole che valgono per tutti i siti, anche i più piccoli.

Il controllo che faccio è concreto: apro il sito come un visitatore nuovo, rifiuto i cookie e guardo cosa si carica lo stesso. Capita spesso che il banner ci sia e funzioni a metà, con le statistiche che partono comunque. Il riferimento sono le linee guida del Garante privacy sui cookie e sugli altri strumenti di tracciamento, applicate dal gennaio 2022.

Cosa deve avere un sito per essere in regola, comprese le foto e l’accessibilità, lo spiego nell’articolo il tuo sito è a norma?

Google

Cosa serve perché Google veda il sito nuovo?

Serve che il sito non sia più nascosto come in anteprima, che ogni pagina abbia un titolo e una descrizione propri, che l’elenco delle pagine sia segnalato a Google e che i vecchi indirizzi portino alle pagine nuove. Se uno di questi passaggi salta, il sito è online ma Google lo vede male, oppure non lo vede per niente.

Controllo Cosa succede se salta
Il sito non è più nascosto ai motori di ricerca Google continua a ignorare tutte le pagine
Titolo e descrizione propri per ogni pagina Nei risultati compaiono testi presi a caso dalla pagina
Elenco delle pagine segnalato a Google Le pagine nuove vengono scoperte più lentamente
Vecchi indirizzi collegati ai nuovi Le pagine già conosciute finiscono in errore e la visibilità cala
Statistiche collegate Non sai da dove arrivano visite e richieste

Il primo punto è l’errore più classico: durante la costruzione il sito si nasconde ai motori di ricerca, e a volte resta nascosto anche dopo la pubblicazione. Il sito funziona, i clienti lo aprono dal link, ma su Google non c’è. Se ti succede, le possibili cause le trovi nell’articolo il tuo sito non compare su Google?, e come Google registra le pagine in quello sull’indicizzazione di un sito.

Il quarto punto pesa quando il sito nuovo ne sostituisce uno vecchio: ogni pagina che Google conosceva deve portare alla pagina nuova corrispondente. Quando questo passaggio salta il calo arriva quasi sempre, e lo racconto nell’articolo hai rifatto il sito e sei calato su Google?

Dopo la pubblicazione

Cosa controllo nei giorni dopo la messa online?

Nei giorni dopo la pubblicazione controllo che Google stia leggendo le pagine nuove senza errori, che le richieste arrivino davvero, che le statistiche registrino le visite e che i vecchi indirizzi portino dove devono. Alcuni problemi compaiono solo con le visite vere, da telefoni e programmi diversi, e prima si vedono, più in fretta si sistemano.

Prima di pubblicare

  • Testi, contatti e dati coerenti in tutte le pagine.
  • Moduli provati da telefono e da computer.
  • Banner dei cookie e informative al loro posto.
  • Sito visibile ai motori, con titoli e descrizioni.
  • Una copia di sicurezza completa.

Nei giorni dopo

  • Pagine lette da Google senza errori.
  • Vecchi indirizzi che portano alle pagine nuove.
  • Richieste dal modulo che arrivano davvero.
  • Statistiche che registrano le visite.
  • Accessi e password consegnati a te.

L’ultimo punto, gli accessi, chiude il lavoro: dominio, hosting, sito e statistiche devono restare a nome tuo, e il perché lo spiego nell’articolo su cosa deve essere intestato a te quando fai un sito. Come la pubblicazione si inserisce nelle altre fasi lo trovi in come nasce un sito web.

I controlli prima e dopo la pubblicazione fanno parte di ogni sito che consegno, e li faccio anche su siti costruiti da altri. Tutto il percorso, dal primo incontro alla consegna, è descritto nella pagina sulla realizzazione siti web a Roma. Se hai un sito pronto da pubblicare, o già online e mai controllato, mandami l’indirizzo.

Domande frequenti

Le risposte più richieste

Chi ha fatto il sito, perché molti controlli sono tecnici: visibilità per Google, cookie, collegamento dei vecchi indirizzi. A te spetta la parte che conosci meglio di chiunque: verificare che servizi, orari, nomi e numeri siano giusti, e provare il sito da telefono come farebbe un cliente. Se chi lo ha costruito non prevede questi controlli, chiedili prima della pubblicazione, perché dopo gli errori pesano di più.

Me lo segnali e lo sistemo. Qualche dettaglio sfugge anche dopo i controlli, soprattutto quando il sito comincia a ricevere visite vere da telefoni e programmi diversi: per questo nelle settimane dopo la messa online tengo il sito sotto osservazione. Gli errori di contenuto, come un orario cambiato, puoi correggerli anche da solo, perché ti consegno il sito con gli accessi e la spiegazione per farlo.

Non subito. Google deve scoprire le pagine, leggerle e decidere come mostrarle, e i tempi variano da sito a sito: per questo l’elenco delle pagine si segnala appena il sito è online. Se il sito sostituisce uno vecchio con gli indirizzi collegati bene, il passaggio è più rapido. Un sito del tutto nuovo, senza storia, ha bisogno di più tempo e di qualche collegamento da fuori, come la scheda Google.

Non è obbligatorio, ma è un’occasione. Un messaggio ai clienti abituali, un post sui social, una riga nella firma delle email fanno conoscere il sito nuovo e portano le prime visite vere, quelle che mostrano subito se qualcosa non va. Prima di avvisare, aspetta che i controlli siano finiti: le persone che ti conoscono meglio sono le prime a vederlo, ed è meglio che trovino tutto a posto.

Sì. Gli stessi controlli si fanno anche su un sito pubblicato da tempo, costruito da me o da altri: testi e dati, moduli, telefono, cookie, visibilità per Google. Su un sito già online emergono spesso problemi che durano da mesi senza che nessuno se ne sia accorto, come richieste che non arrivano o pagine nascoste. Dopo il controllo ricevi l’elenco di cosa sistemare, in ordine di importanza.

Conviene un giorno in cui tu e chi ha fatto il sito siete disponibili nelle ore successive, per rispondere a un cliente o sistemare un dettaglio. Meglio evitare il venerdì sera, la vigilia delle ferie o i giorni di maggior lavoro per la tua attività, come l’inizio della stagione per una struttura turistica. Il passaggio in sé è rapido; quello che serve è qualcuno pronto a guardare cosa succede dopo.

Martina TempestaWeb designer a Roma, titolare di MarTe Graphics. Dal 2013 progetto siti per studi professionali, aziende e attività locali.